Cultura

Sicilie: il libro di Pippo Gurrieri

Il volume si apre e chiude con riflessioni sull'emigrazione siciliana

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Sicilie: il libro di Pippo Gurrieri Sicilie: il libro di Pippo Gurrieri

“Sicilia. Luoghi, fatti, persone”, questo il titolo dell’ultimo libro pubblicato da Pippo Gurrieri con la sua storica casa editrice, Sicilia Punto L edizioni, di cui lo stesso è fondatore e grande animatore. Pippo Gurrieri, ci piace ricordarlo, è notissima figura ragusana di anarchico e libertario, ferroviere di professione (quindi in piena continuità e coerenza con parte del mondo dell’anarchismo), sindacalista della Cub Trasporti, animatore del comitato pendolari e, non bisogna mai dimenticarlo, da oltre trentanni, difensore e sostenitore ad oltranza dell’adeguamento e riqualificazione della rete ferroviaria cittadina in metroferrovia, sistema di trasporto urbano sostenibile, che ormai sembrerebbe giunto quasi alle battute finali, finanziamenti, progetti tecnici e intervento in prima persona di RFI compresi.

Dopo quesi cenni biografici, torniamo al nuovo libro di Pippo Gurrieri di cui, in quarta di copertina leggiamo, che si tratta “di un viaggio nelle Sicilie disseminate in Sicilia, nel mutamento che le travolge, nelle storie e nei destini che le accomuna, nel filo grigio dell’emigrazione che dalla fine dell’Ottocento le affligge, nelle biografie di alcune figure che rappresentano, o hanno rappresentato, speranze e riscatti che meritano, prima che il nostro rispetto, la nostra conoscenza”. Il volume si apre e si chiude con delle riflessioni - ricche anche di dati - sull’emigrazione Siciliana, di ieri ma sopratutto di oggi, e sui drammatici parallelismi con l’immigrazione che oggi vede approdare sulle nostre coste migliaia di “siciliani di altri Sud”. Alcune pagine, ripercorrendo il viaggio di Vittorini ne “Le città del Mondo”, descrivono le odierne città di Gela, Vittoria, Ragusa e Modica. L’autore ricostruisce quindi la “battaglia dell’amianto” che si sviluppò in Sicilia dalla metà degni anni Novanta del secolo scorso a partire dai lavoratori dell’Almer di Ragusa, e che, dopo alterne vicende, terminò con la vittoria degli operai, senza che si riuscisse, tuttavia, a liberare il territorio dal velenoso elemento.

Seguono tre capitoli quasi biografici su Maria Occhipinti, Michele Megna ed Enrico Caldara. Della prima si ripercorre l’eredità politica e culturale raccolta da tanti laureandi, scrittrici e scrittori, registi, attrici e attori, operatori culturali, e, nonostante ciò, della scarsa considerazione in cui continua ad essere tenuta dal mondo della scuola ibleo. Di Michele Megna, anarchico tolstojano di Palagonia e suo “difensore civico dal basso”, una lunga nota biografica ne ricostruisce l’interessante e movimentata vita, cui segue la narrazione della violenta rivolta popolare contro la mancanza di acqua scoppiata in paese il 12 aprile del 1980. Enrico Caldara è invece un ferroviere ormai in pensione di San Biagio Platani, in provincia di Agrigento, ed anche uno dei primi contadini biologici della zona, artefice di un quarantennio di lotte popolari per risollevare la sorte degli abitanti del piccolo comune.

“L’aeiru di lu suli” descrive la partenza di una migrante siciliana dei nostri giorni, costretta a recarsi al nord per insegnare. “Niscemi capitale” allinea i più importanti momenti della lunghissima mobilitazione contro il MUOS, ricca di particolari anche inediti o dimenticati sotto l’enorme quantità di fatti, storie, e speranze generate da questa lotta. Il libro è un occhio “indiscreto” su una Sicilia ricolma di ferite, ma dignitosa e resistente al di là di ogni luogo comune sulla passività e lo scetticismo dei suoi abitanti; un territorio in cui l’autore si tuffa senza distacco, descrivendo situazioni, luoghi, fatti e persone, con la memoria e la passione del testimone attivo.(daniele distefano)

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Libro
Pippo gurrieri
Sicilia
Articolo diRedazione

Quotidiano di Ragusa

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