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Ragusa impianto Tmb fermo, Firrincieli: Cassì si dimetta

Stefania Campo: il conferimento a Gela solo un contentino

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Ragusa impianto Tmb fermo, Firrincieli: Cassì si dimetta Ragusa impianto Tmb fermo, Firrincieli: Cassì si dimetta

Non c’è due senza tre. E per la terza volta nell’arco di manco dieci giorni, il gruppo consiliare 5 stelle di Ragusa, affida al suo rappresentante Sergio Firrincieli un intervento sulla vicenda dell’impianto TMB di Cava dei Modicani fermo, con conseguente chiusura del sito e impossibilità di conferimento del rifiuto indifferenziato per vari Comuni iblei. Nota nella quale si giunge perfino ad affermare “non sarebbe del tutto improprio pensare alle dimissioni (di Peppe Cassì n.d.r.), di certo da presidente della Srr, e, se non è attaccato alla poltrona, patologia oggi tanto criticata dalla componente politica di destra, si dimetta anche da sindaco e faccia un regalo alla città per il bene comune tanto richiamato”. Insomma la questione dell’impianto TMB, per il quale lo scorso 19 gennaio è scaduta l’ordinanza contingibile ed urgente del Commissario del Libero Consorzio che ne autorizzava il funzionamento, in attesa di ricevere dalla Regione l’AIA, fino ad oggi ancora non pervenuta, la questione, dicevamo, ha dato spunto ai consiglieri 5 stelle per un attacco frontale al sindaco Cassì.

E dunque il capogruppo pentastellato Sergio Firrincieli incalza “sono passate 24 ore da quando il sindaco ha chiesto scusa alla città a nome della politica, ci ha raccontato l’ultima favoletta assicurando di essere stato in contatto con la Regione, dal presidente, all’assessore, al direttore generale, in attesa di risposte che, evidentemente, non sono arrivate. L’assessore regionale avrebbe rilasciato, intanto, delle assicurazioni alla stampa. Anche il sindaco ha detto, in una successiva intervista televisiva, di avere parlato con Pierobon, ma non si comprende perché non ci siano comunicazioni al riguardo. Non è più tempo di scegliere cosa dire e cosa tenere riservato, come in pratica avviene da due anni e mezzo a questa parte. Ci sarebbero assicurazioni che ad ore arriverà l’autorizzazione, questo, almeno ha detto il sindaco, ma in un frangente così delicato non ci sono comunicazioni ufficiali, né dell’assessore né del presidente della Regione”. Inevitabili la conseguenza che ne trae Firrincieli e le domande che pone “o il nostro sindaco non è considerato oppure deve denunciare questo stato di cose, dimostrando che tutto quello che la Srr poteva fare è stato fatto, che tutto quello che doveva fare il sindaco del capoluogo è stato fatto.

Cassì è stato vago anche nelle sue precisazioni: con chi sono stati tenuti i contatti a Palermo? Perché venerdì, non è andato a Palermo, preferendo la solita passerella sulle opere pubbliche con il fidato Giuffrida? Perché parla con i responsabili dell’assessorato regionale che ha competenza sul Dipartimento delle acque e dei rifiuti, e non direttamente con l’ufficio da cui si attende l’autorizzazione? Chi sono i componenti di questi uffici?”. Poi il capogruppo pentastellato prosegue “il sindaco ha detto che l’autorizzazione era attesa a momenti, forse nella stessa serata di venerdì, prima ha detto che sarebbe stata passata in tempo reale al gestore nuovo, l’impianto è pronto, il personale pure, poi si è corretto parlando di riapertura dell’impianto per lunedì pomeriggio e che subito si passerà alla raccolta dell’indifferenziato non raccolto.

Queste le ultime rassicurazioni, non vorremmo passare il weekend con tale altalena di dichiarazioni”, e a questo punto del discorso Firrincieli avanza l’ipotesi di dimissioni da presidente della Srr e, additirttura, da sindaco. Dopo un’altra serie di considerazioni anche sul Governatore Musumeci, Firrincieli propone infine anche il ricorso alla magistratura affermando ”altra cosa opportuna sarebbe quella di recarsi in Procura e analizzare con i giudici se ci sono gli estremi di reato. Sarebbe anche la prima grande opera concreta di questo sindaco del cambiamento solo ipotizzato. Una cosa è certa, ormai, o lunedì mattina ci sono le autorizzazioni sul tavolo e in giornata l’impianto ricomincia a funzionare, o i protagonisti della vicenda si devono fare necessariamente da parte”. E in questa penosa vicenda, che potrebbe anche essere letta come conferma della debolezza ‘politica’ del territorio ragusano, si innesca l’intervento della parlamentare regionale 5 stelle Stefania Campo, che nel primo pomeriggio di sabato ha fatto sapere che “la Regione sta dando la possibilità ai comuni ragusani di conferire l’indifferenziato a Gela e in altri strutture siciliane a causa dei problemi all’impianto di Tmb di Cava dei Modicani” commentando “l’aiutino della Regione non è altro che un contentino. Ci saremmo aspettati una vera soluzione rispetto ad una emergenza che si sarebbe dovuta affrontare già da tanto tempo con atti concreti e duraturi”.

Dopo aver constatato che “si potranno conferire soltanto piccolissime quantità di rifiuto indifferenziato (7/8 tonnellate ai comuni più grandi come Modica e Ragusa, 4 i comuni più piccoli) a fronte di una raccolta settimanale di circa 200/250 tonnellate solo nella città di Ragusa”, Stefania Campo aggiunge “ci auguriamo che questo sia soltanto l’ultimo di una serie di atti a singhiozzo, che non stanno facendo altro che mettere una toppa, senza incidere realmente” e ricorda che “i continui solleciti a tutti i livelli, formali ed informali, hanno fino ad ora sortito solo l'effetto di continue rassicurazioni verbali che la situazione si sarebbe sbloccata a momenti, ma fino ad oggi resta tutto fermo.” (da.di.)

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