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Covid Ragusa: meglio tardi che mai e sperando che non sia già troppo tardi

Troppi contagi e troppi silenzi

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Covid Ragusa: meglio tardi che mai e sperando che non sia già troppo tardi Covid Ragusa: meglio tardi che mai e sperando che non sia già troppo tardi

Ragusa – Meglio tardi che mai e sperando che non sia già troppo tardi per correre ai ripari per la seconda ondata della pandemia da Covid in provincia di Ragusa”. E’ quanto ci viene da dire sulla nota appena divulgata da uno degli esponenti politici della Provincia di Ragusa, intervenuto sulla delicata questione dell’emergenza coronavirus che si sta verificando nel territorio ibleo. La nota diramata stamattina dal deputato regionale Orazio Ragusa, dopo un incontro avuto con l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, potrebbe essere presa come esempio da altri politici che rappresentano la nostra provincia per chiedere urgentemente un supporto alla Regione Siciliana, sia con l’immediato incremento del personale necessario ad affrontare l’emergenza dei contagi nel territorio ragusano sia con tutto ciò che serve per affrontare la nuova ondata pandemica.

Nelle ultime settimane infatti a parte alcuni comunicati stampa dedicati ad attacchi politici, come ad esempio quelli per il concerto di Bocelli a Noto, non ci sono stati altri interventi sulla situazione di emergenza per gli ospedali iblei. Gli unici ad intervenire con conferenze stampa o comunicati forse a volte contraddittori sono stati alcuni sindaci iblei. Ma anche in questo caso ci viene spontaneo sottolineare che prima di chiedere interventi per i posti letto urgenti per il Covid bisognerebbe far rispettare le regole nelle proprie città. In alcuni Comuni infatti sono stati permessi eventi che hanno dato vita ad assembramenti ed in altri si vede ancora gente in strada circolare liberamente senza mascherine anche nelle zone dove si formano file per entrare in uffici o negozi.

La situazione in provincia di Ragusa non è per niente rosea e lo dimostra non solo l'elevato numero di contagi ma anche l’ultima decisione presa dall’Asp di Ragusa ovvero quella di spostare tutti i pazienti dall’ospedale Maria Paternò Arezzo (Ompa) all’ospedale Giovanni Paolo II, per affrontare l’emergenza coronavirus. Anche in questo caso ci sarebbe da ridire e da chiedersi perché durante l’estate non è stato organizzato tutto in modo tale da poter affrontare preparati "in toto" la seconda ondata pandemica annunciata da mesi? Cosa non ha funzionato o cosa si poteva fare che non è stato fatto? Infine ci chiediamo ma adesso che l’Ompa non è più “ospedale Covid” i finanziamenti annunciati nei mesi scorsi dalla Regione Siciliana a quale ospedale andranno?

Una lunga riflessione, la nostra, solo per cercare di attenzionare un’emergenza che forse per molti non è ancora del tutto chiara, un’emergenza che va sottolineata anche da chi politicamente rappresenta la nostra Provincia. Il virus non è né di destra né di sinistra, il virus contagia e basta! 

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