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Ragusa, rideterminati i tributi locali post lockdown

La perplessità dei 5 Stelle

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Ragusa, rideterminati i tributi locali post lockdown Ragusa, rideterminati i tributi locali post lockdown

Ragusa - All’ordine del giorno della settimana politica ragusana la rideterminazione dei tributi locali per le prossime scadenze, di cui si è discusso in consiglio comunale e di cui l’amministrazione ha voluto riferire in una conferenza stampa. In proposito l’amministrazione cittadina ricorda che dopo aver posticipato tutte le scadenze delle tasse di competenza comunale, si mantiene l’impegno di procedere con una riduzione da 6 milioni di euro, di cui il 60% a vantaggio degli operatori economici. Nel dettaglio, per la Tari si è stabilito l’azzeramento della parte variabile per le categorie produttive colpite dalla crisi, che corrisponde a circa il 40% di riduzione dell’imposta.

Stabilita l’esenzione totale sia per chi ha un isee inferiore a 8.860€, che sale a 20.000€ per le famiglie numerose (almeno 4 figli).  Quanto all’Imu, il Comune ha deciso di rinunciare alla propria parte del tributo, lasciando solo la quota che va allo Stato.Nel dettaglio, la categoria D, che è quella degli immobili adibiti ad attività produttive (ad eccezione di D4, istituti di cura con fini di lucro, e D5, istituti bancari), vede una riduzione dell’aliquota allo 0.76%, che corrisponde a un calo del tributo del 17%. Anche la categoria C, quella di negozi e botteghe, passa all’aliquota dello 0.76% con una riduzione del 10%. Sono state previste inoltre riduzioni del 10% per la categoria A7, case singole prima assimilate alle ville di lusso, e per la categoria A10, ovvero gli studi professionali.

La manovra tiene conto dei fondi perequativi una tantum di Stato e Regione legati alla crisi, e si inserisce nel solco di un percorso di riduzione e semplificazione dei tributi che l’Amministrazione porta avanti anche grazie al fatto che negli ultimi 2 anni, per la prima Ragusa ha approvato i suoi bilanci entro le scadenze di legge. Ad esempio, fino ad oggi se un anziano trasferiva la propria residenza in una casa di riposo, la sua abitazione diventava in automatico seconda casa, e quindi soggetta al pagamento Imu, mentre adesso rientra tra le esenzioni. Ma la manovra del Comune viene subito bollata come “poco coraggiosa e con qualche contraddizione di troppo” dal gruppo consiliare 5 stelle che porta un esempio “perchè si è scelto volutamente di aiutare chi possiede le ville con giardino e non i meno abbienti?”. Insomma, sintetizzano i consiglieri pentastellati “le scelte dell’amministrazione Cassì in materia di tributi locali sembrano come quelle di un Robin Hood all’incontrario”.

Entrando nel dettaglio i 5 stelle ricordano che “dal Governo nazionale e dalla Regione sono arrivati sei milioni di euro, ovviamente per la pandemia e non per altri motivi, quindi  trasferimenti eccezionali, per cui, data l’eccezionalità, il Governo centrale si è preoccupato di alleggerire il carico fiscale dei cittadini per quel che concerne le tariffe Tari e Imu, ovviamente agevolando i meno abbienti e le attività generalmente colpite dal lockdown oltre che dagli effetti nefasti dell’emergenza sanitaria. Pertanto, nel corso della seduta consiliare i 5 stelle, assieme al  gruppo del Pd, hanno presentato un emendamento per far sì che, oltre alle categorie contemplate, considerando anche il raggiungimento del target della differenziata del 71%, l’amministrazione comunale, al di là dei contributi del Governo, formulasse una sorta di ristoro per l’intera cittadinanza nell’ordine del 2% rispetto al provvedimento complessivo, vale a dire circa 250.000 euro, che, a cascata, si sarebbe potuto riversare su tutte le utenze domestiche dei ragusani con riferimento alla Tari. A quest punto il gruppo 5 stelle afferma “ci è stato detto che gli equilibri di bilancio non erano stati ancora approvati e quindi non è stato possibile procedere in tal senso. Grande rammarico da parte nostra e infatti ci siamo astenuti per quanto riguarda l’atto complessivo”.

Ma il gruppo consiliare M5s Ragusa punta l’indice su un altro aspetto “per le tariffe Imu, stesso discorso in virtù dei 3,4 milioni erogati dal Governo. Si sono potute abbassare al massimo le tariffe. A parte la riduzione che ha riguardato tutti, c’è stata una ulteriore agevolazione per le categorie A7, vale a dire i proprietari di ville singole con giardino, quindi case di pregio. Strutture che, alla luce di questa agevolazione, non saranno più assimilate a residenze di lusso ma a case normali. Un provvedimento, è bene precisarlo, che non si è concretizzato con i soldi del Governo ma con quelli delle casse comunali per un importo di circa 260mila euro. Quindi, ricapitolando, l’amministrazione Cassì opta per sottrarre la cifra di circa 260mila euro dai propri introiti per aiutare chi ha la villa con giardino e, dalle stesse entrate, non trova 250mila euro per erogarli, invece, a cascata a chi possiede una casa in centro, una casa di edilizia popolare economica o di edilizia convenzionata, insomma a chi ha una casa normalissima su tutto il territorio comunale.

Riteniamo che questo sia un atteggiamento non equo nei confronti della cittadinanza. Visto che l’amministrazione comunale ha ritenuto di optare per tale scelta, se ne assuma tutte le responsabilità politiche. Naturalmente, rispetto a tutti questi ragionamenti, l’assessore ai Tributi Iacono si è sentito colpito nel vivo dopo quello che aveva raccontato ai colleghi della maggioranza. Piuttosto che replicare a tono ai nostri interrogativi, ha sviato l’argomento, come al solito quando si trova in difficoltà, focalizzando l’attenzione sul solito tema delle royalties. In conclusione, se non c’era il Governo centrale, in questo anno particolare, a intervenire per calmierare le tasse, l’intera Giunta municipale di Ragusa sarebbe rimasta appesa al palo rispetto a tutte le promesse fatte di cui ancora neppure una è stata mantenuta”. (da.di.)

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