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Ipertensione arteriosa: attento al cibo "sei salato"

altri fattori che riducono la pressione sanguigna

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Ipertensione arteriosa: attento al cibo "sei salato" Ipertensione arteriosa: attento al cibo "sei salato"

L'ipertensione non ha una causa chiara, ma è stato dimostrato che molte condizioni aumentano il rischio di sviluppare uno stato ipertensivo. Solo nel 5% dei casi l'ipertensione è correlata ad altre condizioni cliniche preesistenti quali le patologie renali, il diabete, disturbi ormonali, l'aterosclerosi. Questo tipo di ipertensione è detta secondaria, proprio perchè la causa è una condizione clinica già presente. Nel 95% dei casi non è nota la causa dell’ipertensione, per questo viene definita primaria. Esistono però delle condizioni o dei fattori di rischio che possono predisporre allo sviluppo di ipertensione: fra questi l'età, il fumo di sigaretta, l'eccesso di peso corporeo, la sedentarietà, l'ipercolesterolemia, il diabete, lo stress e la familiarità. Un altro fattore che porta allo sviluppo di uno stato ipertensivo è mangiare una quantità elevata di sale nel cibo. 

Più sale si ingerisce, maggiore sarà la pressione sanguigna. Il sistema sanitario del Regno Unito consiglia agli adulti di non mangiare più di 6 g di sale al giorno che corrisponde ad un cucchiaino da caffè. La dottoressa Naomi Fisher, professore associato di medicina presso la Harvard Medical School, consiglia di eliminare i cibi ad alto contenuto di sodio. L'American Heart Association ha etichettato alcuni cibi con il termine "sei salato". Sei alimenti che, sebbene non siano i primi che ci vengono in mente quando pensiamo al sale, contribuiscono sensibilmente ad accrescere la quantità di sodio ingerita quotidianamente.I "sei salati" sono cibi comuni in cui possono essere presenti elevate quantità di sodio.
- panini
- Salumi e salumi
- Pizza
- Pollame
- pane
Blood Pressure UK ad esempio offre alcuni consigli utili per mangiare meno sale.
Il primo è non aggiungere sale durante la cottura. Il secondo, evitare salse pronte, salsa di soia, dadi da brodo e granulari perchè possono essere tutti molto ricchi di sodio.

Bisogna insomma, imparare ad aggiungere spezie o aromi a basso contenuto di sale. L'aggiunta di erbe, spezie e condimenti come peperoncino, pepe, zenzero, limone o succo di lime può aiutare a ridurre l'apporto di sale nei cibi che cuciniamo. Il terzo consiglio è quello di togliere la saliera dal tavolo, "così è meno probabile che tu sia tentato". Infine Blood Pressure UK elenca una serie di pietanze/cibo molto ricche di sale sconsigliando l'assunzione:
- Ketchup di pomodoro
- Zuppe in scatola, in confezione e in frigorifero
- Dadi da brodo di manzo, pollo e verdura
- Salsa di soia
- Pesce essiccato
- Mostarda
- Sottaceti
- Polveri di curry
- Panini pronti
- Piatti pronti microonde e surgelati
- Prodotti di pollo impanati
- Salsicce
- Bacon
- Salumi

ALTRI FATTORI CHE RIDUCONO LA PRESSIONE SANGUIGNA
Oltre ad una dieta sana, l'esercizio fisico regolare può aiutare ad abbassare la pressione sanguigna mantenendo il cuore e i vasi sanguigni in buone condizioni. Il NHS consiglia: "L'esercizio fisico regolare può anche aiutarti a perdere peso, il che aiuterà anche ad abbassare la pressione sanguigna. "Gli adulti dovrebbero fare almeno 150 minuti (2 ore e 30 minuti) di attività aerobica di intensità moderata, come andare in bicicletta o camminare velocemente, ogni settimana. "L'attività fisica può includere qualsiasi cosa, dallo sport al camminare e al giardinaggio". Limitare l'assunzione di alcol, ridurre la caffeina e smettere di fumare può anche aiutare a mantenere sotto controllo la pressione sanguigna.
 

ALIMENTI CHE RIDUCONO LA PRESSIONE SANGUIGNA
Assumere almeno cinque porzioni di frutta e verdura al giorno. Una porzione di frutta corrisponde a un frutto intero oppure due o tre frutti piccoli come ad esempio albicocche, susine. Per le verdure, una porzione corrisponde a un piatto di insalata, un mezzo piatto di verdure cotte o crude. Alcuni cibi, come quelli ricchi di potassio, cioccolato, avocado, spinaci, fagioli, banane e persino il caffè, contribuiscono in modo efficace alla riduzione della pressione.
- Cereali integrali: ricchi di vitamine del gruppo B e aminoacidi essenziali, assunti regolarmente possono abbassare la pressione arteriosa. A dimostrarlo è stato uno studio inglese che ha dimostrato tale effetto con l’assunzione di 3 porzioni da 30-40 mg di cereali integrali al giorno.
- Legumi: la capacità dei legumi di abbassare la pressione è stata provata in laboratorio utilizzando un idrolisato proteico di piselli. Le proteine dei legumi, in ogni caso, sono utili per ritardare o impedire l’insorgenza di danni ai reni dovuti all’ipertensione. Il consiglio è di assumere ceci, fagioli, lenticchie e piselli almeno 2-3 volte a settimana.
- Noci e arachidi: il recente studio "Prospective evaluation of the association of nut/peanut consumption with total and cause-specific mortality" ha messo in evidenza che le noci, ricche di antiossidanti e Omega 3, sono in grado di ridurre la pressione alta, soprattutto quando questa è causata dallo stress. Chi include le noci nella propria dieta ha la pressione più bassa rispetto agli altri che non consumano questa frutta secca. Tre noci al giorno sono una buona regola per mantenere la pressione normale.
- Patate viola: uno studio condotto dalla University of Scranton, in Pennsylvania, ha messo in evidenza che il pigmento naturale delle patate viola risulta utile nel ridurre la pressione sanguigna, in quanto è ricco di sostanze fitochimiche che fanno bene al nostro organismo. 
- Barbabietola rossa: i ricercatori della Queen Mary University di Londra hanno scoperto che il succo di barbabietola rossa bevuto ogni giorno riesce a ridurre la pressione alta. Il tutto sarebbe merito di una reazione chimica che avviene nella bocca. Qui i nitrati contenuti nel succo di barbabietola sono convertiti in nitriti grazie all’azione dei batteri che sono presenti sulla lingua. I nitriti, composti dell’azoto, entrati nell’organismo, si trasformano in ossido nitrico che ha un’ azione vasodilatatoria sui vasi sanguigni provocando un abbassamento della pressione arteriosa.

Le Fonti di Riferimento: https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/15892382/ - https://www.nhs.uk/ - http://www.bloodpressureuk.org/

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