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Ue lancia piano da 750 miliardi, Italia prima beneficiaria

La Commissione Europea ha presentato l'attesissima proposta sul piano per la ripresa dell'economia dalla recessione

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Ue lancia piano da 750 miliardi, Italia prima beneficiaria
Ue lancia piano da 750 miliardi, Italia prima beneficiaria

Bruxelles, 28 mag. - La Commissione Europea ha presentato l'attesissima proposta sul piano per la ripresa dell'economia dalla recessione provocata dalla pandemia di Covid-19, che rischia, nello scenario peggiore, di far crollare il Pil del 16% nel 2020. La Commissione, ha spiegato nella plenaria del Parlamento Europeo la presidente Ursula von der Leyen, propone un nuovo strumento per la ripresa, chiamato Next Generation Eu, finanziato a debito del valore di 750 mld di euro, 500 mld dei quali trasferimenti a fondo perduto e 250 mld di prestiti.

Lo strumento si aggiungerà, e andrà a rinforzare un bilancio Ue per il 2021-27 di 1.100 mld di euro. Il pacchetto di Next Generation Eu, insieme all'Mff, arriverà a 1.850 mld, che si aggiungono ai 540 mld di prestiti previsti nelle misure già varate con i piani della Bei, il piano Sure e le linee di credito del Mes. L'Italia, Paese più colpito dalla pandemia, è il primo beneficiario di Next Generation EU, con 172,7 mld di euro su 750. Segue, con 140,4 mld, la Spagna, poi la Polonia con 63,8 mld e la Francia, con 38,7 mld.

Il nostro Paese, ha spiegato il commissario europeo all'Economia Paolo Gentiloni, ha più bisogno di aiuto rispetto ad altri Paesi, non solo perchè è stata colpita in pieno, nella zona più ricca e produttiva della Penisola, dal coronavirus Sars-Cov-2, ma anche perchè ha "un debito più elevato" e rischia di "rimanere indietro". Von der Leyen ha sottolineato che da questa crisi l'Europa deve uscire facendo un "balzo in avanti", tutti "insieme".

E, parlando in tedesco all'opinione pubblica del suo Paese, l'esponente della Cdu ha sottolineato che i trasferimenti, in realtà, sono "investimenti" e che non rappresentano affatto una "novità", dato che il bilancio Ue è sempre stato fatto di trasferimenti.

Von der Leyen è sembrata poi alludere, tra le righe, al rapporto strettissimo che c'è tra l'industria del Nord Italia e le grandi imprese tedesche: "Un'impresa che fallisce in un Paese - ha ricordato - è un fornitore affidabile che se ne va per un'impresa in un altro Paese. Un'economia che arranca in una parte d'Europa, indebolisce un'economia forte da un'altra parte". Insomma, questa crisi "ci riguarda tutti. E' di gran lunga più grande di ciascuno di noi: è il momento dell'Europa".

Next Generation Eu sarà strettamente legato all'Mff 2021-27, il quadro finanziario pluriennale dell'Ue, e lo rafforzerà, raccogliendo sul mercato 750 mld di euro tramite l'emissione di obbligazioni a lunga scadenza, garantite da un 'headroom' aumentato (la differenza tra impegni e pagamenti).

Il debito emesso verrà rimborsato entro il 2058, a partire dal 2028. L'emissione di Consols, o bond perpetui, avrebbe consentito di evitare il rimborso del capitale, ma si sono rivelati una 'linea rossa' invalicabile in diversi Paesi, perchè avrebbero cambiato la natura del bilancio Ue e della stessa Ue, ai loro occhi. Von der Leyen ha avuto cura di sottolineare più volte che Next Generation Eu sarà uno strumento "temporaneo".

In mancanza dei Consols, sponsorizzati da George Soros e dalla Spagna e dei quali l'olandese Frans Timmermans aveva subito capito la convenienza, si ricorrerà a bond trentennali, anche se non tutte le emissioni saranno a scadenza così lunga (quelle più brevi verranno rinnovate, rolled over, a scadenza).

Per finanziare il rimborso di questo debito Ue ci sono tre modi, ha spiegato von der Leyen, i primi due poco desiderabili in un'ottica europea: tagliare i bilanci pluriennali Ue dopo il 2027, aumentare i contributi degli Stati nazionali, oppure, e questa è la via raccomandata dalla Commissione, introdurre nuove risorse proprie Ue.

L'esecutivo ha proposto un 'menu' variato, che va dall'estensione dell'Emission Trading System ai settori dell'aviazione civile e marittimo, al Carbon Border Adjustment Mechanism (uno dei perni economici del Green Deal), fino alla tassa sui colossi digitali, che però frutterebbe, nelle proiezioni della Commissione, appena 1,3 mld di euro l'anno, passando per una tassa sulle attività delle grandi imprese o per un'imposta sugli articoli in plastica monouso, che a tendere però ha un gettito destinato a ridursi.

L'insieme di queste risorse proprie sarebbe sufficiente a ripagare l'intero debito che verrà emesso. In tutto, il pacchetto Next Generation Eu più Mff vale 1.850 mld di euro: la maggior parte delle risorse aggiuntive, 610 mld su 750, andranno a rimpolpare il capitolo del bilancio Coesione e valori, che varrà complessivamente 984,5 mld, di cui 610 da Next Generation Eu. La parte del leone tocca alla Recovery and Resilience Facility, cuore di Next Generation EU, con 560 mld (310 mld dei quali trasferimenti, 250 mld prestiti).

Il capitolo Mercato Unico, Innovazione e Digitale (dove ci sono Horizon Europe, il programma per la ricerca da 94,4 mld, e il Solvency Instrument, per ricapitalizzare le imprese da 26 mld) vale 210,5 mld, 69,8 mld dei quali da Next Generation Eu (d'ora in avanti Nge).

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Articolo diAdnkronos

Redazione

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