Salute e benessere

Dieta per la tiroide insegna a mangiare bene: ecco i cibi sì e i cibi no

La ghiandola che fa funzionare bene il metabolismo

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Dieta per la tiroide insegna a mangiare bene: ecco i cibi sì e i cibi no Dieta per la tiroide insegna a mangiare bene: ecco i cibi sì e i cibi no

La dieta per la tiroide insegna a mangiare bene e a consumare alimenti che aiutano a far funzionare bene questa importante ghiandola che produce gli ormoni che controllano la velocità del metabolismo. Un malfunzionamento della tiroide spesso causa un aumemto di peso.  La tiroide è una piccola ghiandola con un diametro trasversale di circa 5 cm, situata sotto la pelle e inferiormente al pomo di Adamo. Le due metà (lobi) della ghiandola sono connesse nella parte centrale (detta istmo), che conferisce alla tiroide la forma di un cravattino.

Normalmente la tiroide non si vede e può essere a malapena palpata, ma se aumenta di dimensioni, il medico può percepirla facilmente alla palpazione e può comparire una massa prominente (gozzo) al di sotto o ai lati del pomo di Adamo. Sono circa 6 milioni gli italiani, soprattutto donne, che hanno problemi di tiroide. Ma i numeri potrebbero essere molto più alti. Ma quali sono i sintomi che possono far scattare l’allarme di un problema alla tiroide? I sintomi più comuni sono: stanchezza, sovrappeso, battito accelerato. Ma quali sono i cibi che non devono mancare in una dieta per la tiroide e quelli che invece vanno evitati.

Tra i cibi si ci sono: cereali senza glutine (riso, miglio, sorgo, teff...),  pseudo-cereali (grano saraceno, quinoa, amaranto),  tuberi e  radici tuberose (batate, ravanelli, sedano rapa, barbabietola rossa), uova e carne biologiche (agnello, maiale, pollo, manzo, tacchino), affettati senza l’aggiunta di nitrati, nitriti, lattosio e proteine del latte. Si può mangiare il pesce fresco o surgelato escludendo sempre lo spada (che potrebbe essere contaminato dal mercurio) e la tilapia e il pangasio (perché sopravvivono anche nelle acque molto inquinate e sono poveri di grassi buoni Omega 3) e limitandosi, in caso di ipertiroidismo, a non più di 2 porzioni alla settimana di pesce di mare, molluschi e alghe. 

Tutte le spezie e le erbe aromatiche (origano, timo, semi di finocchio, salvia, rosmarino) possono essere usate sempre. Verdure, ortaggi e frutta vanno scelti tra quelli di stagione e a chilometro zero. Ok ad asparagi, finocchi, lattuga, spinaci e a tutti i tipi di cavolo, purché cotti. Sì poi ad albicocche, banane, fragole, kiwi, pompelmo, mirtilli, nespole, pere, pesche, sempre preferibilmente biologici. Ora invece vediamo quali sono i cini no ovvero quelli che vanno evitati dalla dieta per la tiroide in quanto favoriscono un’ingìfiammazione della ghiandola. I cibi no sono: tutti quelli che contengono glutine come frumento, segale, orzo, kamut, farro, spelta, triticale, monococco e tutti i prodotti “derivati”, come pasta, pane, pizza, cracker, biscotti (la presenza di questa proteina è sempre segnalata in grassetto nella lista degli ingredienti).

Va poi escluso il latte di origine animale. Occhio quindi a burro, yogurt, formaggi, gelati, dolci (anche in questo caso è fondamentale controllare con attenzione le informazioni riportate sull’etichetta dei prodotti confezionati). Tra gli alimenti da limitare ci sono i vegetali (pomodoro, melanzane, peperoni, peperoncino fresco) appartenenti alla famiglia delle solanacee. Vanno infine ridotti i legumi e gli altri “ingredienti” che possono irritare l’intestino.

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