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Ragusa, abolizione della Tosap: non servono tavoli tecnici e interlocuzioni

La nota del consigliere Firrincieli

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Ragusa, abolizione della Tosap: non servono tavoli tecnici e interlocuzioni Ragusa, abolizione della Tosap: non servono tavoli tecnici e interlocuzioni

Ragusa - Figuriamoci se alle dichiarazioni con cui il sindaco Cassi aveva replicato alle proposte sulla Tosap del capogruppo 5 stelle Firrincieli non arrivasse a stretto giro di posta la controreplica di quest'ultimo. Che peraltro esordisce con inusitata durezza “interlocuzioni e tavoli tecnici non servono, anche la Regione istituisce un fondo perequativo a sostegno. Che cosa si aspetta a decidere?”

Sergio Firrincieli, che aveva presentato un articolato ordine del giorno da sottoporre al consiglio comunale contenente una serie di proposte per rendere la tassa di occupazione del suolo pubblico (Tosap) meno gravosa esonerando addirittura dal relativo pagamento per alcuni periodi gli esercizi interessati in base alle varie tipologie, sottolinea infatti che “anche la Regione si è occupata della questione, sino a prevedere in finanziaria un punto che, nell’ambito della creazione di un fondo perequativo per gli enti locali, interverrà a compensare le minori entrate dei Comuni che dispongono l’esenzione o la riduzione di tributi locali dovuti da operatori economici, prioritariamente titolari d’alberghi e strutture ricettive, nonché da imprese, enti e associazioni per le concessioni di suolo pubblico destinate all’esercizio di attività di bar, ristoranti e attività turistiche”.

E allora, prosegue Sergio Firrincieli “non si comprende perché il Comune di Ragusa non debba adoperarsi in questo contesto disponendo l’eliminazione della Tosap magari seguendo l’articolato ordine del giorno che, già trasmesso all’ente, avrò modo di produrre e presentare in aula nella prima seduta utile del Consiglio, auspicando la calendarizzazione del punto in tempi rapidi”. Poi il capogruppo 5 stelle conclude con un giudizio a tutto tondo “in ogni caso, e questa è una valutazione politica, dispiace che questa amministrazione comunale si distingua in negativo per ritardo, lentezza e mancanza di visione quando, a maggior ragione in un periodo critico come quello attuale, occorrerebbe piuttosto giocare d’anticipo.

Speriamo, quindi, che si possa recuperare il tempo perduto nell’attivazione di misure concrete a sostegno delle attività produttive che avvertono reali necessità di sostegno”. E a proposito di consiglio comunale, è finalmente arrivata la convocazione per la seduta di martedì 5 maggio, alle 17, che avverrà in videoconferenza mediante piattaforma “google meet”, giusta disposizione del Presidente del Consiglio Comunale Fabrizio Ilardo. Si tratterà di una seduta ispettiva, ovvero dedicata alle interrogazioni e comunicazioni dei consiglieri.

Nel frattempo, dall’associazione politico culturale Ragusa in movimento arriva la richiesta che il sindaco “costituisca una sorta di unità di crisi che si occupi di monitorare con la massima attenzione l’andamento economico nella città e che sia in grado di adottare tutte le decisioni del caso in maniera spedita e veloce”. Il presidente di Ragusa in movimento, Mario Chiavola commenta “sappiamo che, sin dall’inizio dell’emergenza, il primo cittadino, e di questo gli va dato atto, ha  intrattenuto rapporti con i rappresentati delle varie associazioni di categoria, cercando di comprendere quali potevano essere le esigenze più impellenti.

Ma riteniamo che soltanto questo, adesso, non basti più. Si deve avere il polso della situazione nell’immediato, capire come intervenire e quali possono essere le scelte migliori da effettuare sul fronte economico, nel tentativo di limitare il più possibile i gravi danni che subiremo. Ecco perché riteniamo che la creazione di una unità di crisi o di un organismo con finalità analoghe possa dare quella spinta in più al percorso di monitoraggio che pure si rende necessario per cercare di uscire fuori da questo tunnel che vedrà sempre più ragusani alle prese con una serie di problematiche economiche molto serie.

Dobbiamo fare fronte comune e, soprattutto, avere chiare quale possa essere la strada da percorrere. Ma questo potrà accadere solo se tutti avranno l’opportunità di compartecipare alle decisioni che da palazzo dell’Aquila inevitabilmente dovranno essere assunte”. (da.di.)

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Quotidiano di Ragusa

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