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Covid Ragusa, proprio alla vigilia di Pasqua esplode la caccia all'untore

Quando si sarebbero dovuti ribadire concetti di pace

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Covid Ragusa, proprio alla vigilia di Pasqua esplode la caccia all'untore Covid Ragusa, proprio alla vigilia di Pasqua esplode la caccia all'untore

Ragusa - Sabato santo, vigilia di Pasqua. Anche in questo strano clima da emergenza sanitaria  e sociale si sarebbero dovuti ribadire concetti, magari retorici, quali pace amicizia solidarietà. A Ragusa, invece, che sembrava essersi confermata l’isola felice di sempre, anche in questo periodo buio, per essere rimasta immune da casi di contagio, è bastata la notizia della presenza di uno di questi, subito esplosa e dilagata sui social, a creare un clima da caccia all’untore, un clima da gogna mediatica, come in molti hanno ripetuto.

Per cercare di riportare quanto avvenuto entro i confini di un ragionamento logico e non allarmistico, è subito intervenuta la politica. Infatti il consigliere comunale 5 stelle, Giovanni Gurrieri, per dire no alla gogna mediatica che reso impossibile la vita della famiglia di un commerciante ragusano, ha chiesto “l’intervento del Sindaco perchè metta a tacere tutti e garantisca il rispetto delle persone”. Dice Gurrieri “la caccia all’untore a tutti i costi si sta trasformando, a quanto pare, nella pratica più diffusa di buona parte della popolazione ragusana.

A fronte dei pochi che correttamente si rimettono alle disposizioni che saranno assunte dalle autorità sanitarie, ci sono i molti, invece, che chiedono conto e ragione di quanto sta accadendo, crocifiggendo persone che nella loro vita hanno sempre lavorato e che si sono trovate costrette a giustificarsi pur nel contesto della delicata situazione che stanno vivendo”. Poi Giovanni Gurrieri aggiunge “alcune lacune nella gestione di questa emergenza, con tamponi in ritardo, devono comunque essere riviste. E faccio appello, anche in questo caso, al primo cittadino affinché richieda risposte specifiche ai vertici dell’Asp. Prima di ogni cosa, però, il sindaco dovrebbe intervenire per fermare, lo ripetiamo, una vera e propria gogna mediatica.

Purtroppo, molti ragusani, invece di dedicarsi a sostenere chi è più in difficoltà, perdono il tempo a svolgere l’inadatto ruolo, in questa fase, di investigatori privati, con catene audio di Sant’Antonio, fotografie, fake news e chi più ne ha più ne metta. Tra l’altro, non si riflette sul fatto che questa cosa potrebbe accadere a tutti noi perché nessuno può dirsi esente e al sicuro rispetto a questa tristissima situazione che sta caratterizzando il nostro Paese”.  Da parte sua il sindaco Cassì è intervenuto con questa dichiarazione diffusa tramite l’ufficio stampa comunale “un pò di chiarezza si impone sul caso della macelleria che sta impropriamente imperversando sui social, dando vita ad allarmismi e a una gogna mediatica intollerabile in un paese civile.

Il titolare di questo esercizio commerciale, risultato ieri positivo al tampone, si era già opportunamente posto in isolamento. I familiari hanno deciso di chiudere a scopo precauzionale la macelleria, nella quale comunque erano a lavoro dipendenti che non avevano avuto contatti diretti con il soggetto in questione. È stato subito attivato il protocollo previsto in questi casi per ricostruire eventuali rapporti con altre persone, che nel caso di rischi, saranno direttamente informate. Anche i familiari conviventi sono stati sottoposti a tampone.  Quanto alla rapidità dei risultati, di cui è competente l’Asp, ho già chiesto verifiche ed è stato chiarito che i referti vengono forniti dando priorità ai soggetti sintomatici.

A tutti i ragusani chiedo nuovamente lucidità e ragionevolezza: capisco la preoccupazione, ma lasciamo che siano le autorità competenti e non le catene whatsapp a ricostruire i fatti, tutelare la salute pubblica, darne corretta comunicazione”. E a dimostrazione di quanto la paura faccia novanta, il sindaco si è visto costretto anche a spiegare perchè le operazioni di sanificazione del territorio comunale siano iniziate a Marina di Ragusa. Questa la sua dichiarazione “nei giorni scorsi ho letto critiche sul fatto che questo nuovo intervento, dopo quello di alcuni giorni fa che aveva preso avvio proprio da Ragusa, sia invece cominciato da Marina.

Fermo restando che non esistono cittadini di serie A e di serie B, si è scelto di partire da Marina perché, come ormai tutti sanno, è nella frazione marittima che nei giorni scorsi si sono registrati dei casi di positività al virus. Mai come in questo momento è utile rimanere compatti e non dividersi in polemiche social addirittura tra diverse zone di una stessa e unica grande città. La sanificazione sarà fatta ovunque e proseguirà anche nei prossimi giorni”. (da.di.)

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