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Marina di Ragusa e la tormentata storia dell'area camper

Gli interventi del M5S e del Pd

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Marina di Ragusa e la tormentata storia dell'area camper Marina di Ragusa e la tormentata storia dell'area camper

Non è certo stagione estiva e tuttavia si parla molto in queste settimane dell’area camper di Marina di Ragusa che dopo aver vissuto momenti di splendore pare ora navigare in cattive acque. A porre il problema, inzialmente, è stato il capogruppo consiliare m5 Sergio Firrincieli che parla “di opportunità persa per il turismo in quanto ci sono troppe cose che non vanno, il sito è in abbandonoe ed occorre rifare il bando con indicazioni specifiche sull’operatore”. Dopo aver ricordato che “la città, di fatto, poteva contare, sino al 2018, su un’area camper, a Marina, in via Falconara, tuttavia la scorsa estate, non ha saputo però assicurare lo stesso standard di servizi”.

Firrincieli fa quindi un po’ di cronistoria della struttura “l’area comunale di via Falconara la scorsa estate è stata legittimamente assegnata tramite bando probabilmente non molto specifico riguardo ai requisiti richiesti all’operatore, che risultando troppo generico non ha saputo, forse, mettere a fuoco le reali potenzialità del sito, almeno com’era stato fino a quel momento. Infatti, l’area camper, durante la stagione estiva, a parte il fatto che stiamo parlando di un appalto di gestione partito quando l’estate era già in corso, non ha sortito gli esiti sperati.

A ottobre, tra l’altro, è scaduta la concessione per tutta l’area che oggi, guarda caso, versa in uno stato di totale abbandono e degrado, a differenza di quanto, invece, accadeva in precedenza nei mesi invernali quando si arrivavano a contare sino a una trentina di camper per la sera di Capodanno oltre che in periodi come quelli attuali. Non andiamo troppo lontano se diciamo che chi cura il noleggio di un sito del genere debba avere specifiche competenze tali da poterlo gestire nella maniera migliore, motivo per cui questa fetta di turismo non siamo riusciti a intercettarla come era e come dovrebbe essere anche ora.

Ed è un vero peccato”. Ne è conseguito che “quest’area, che dovrebbe portare risorse economiche e sviluppo al territorio comunale, viene utilizzata impropriamente dai camperisti che vi si recano sulla scorta delle indicazioni esistenti. E, comunque, nonostante l’area risulti in totale abbandono, c’è chi scarica i reflui dove, però, non avviene il successivo lavaggio dei contenitori, facendo registrare un problema igienico-ambientale non da poco. Ci saranno intasamenti, a questo riguardo, che faranno diventare la questione un ulteriore problema. Per quanto ci riguarda, esortiamo l’amministrazione comunale a emettere un nuovo bando che contempli la partecipazione di associazioni specializzate nel comparto, in possesso delle adeguate competenze e non genericamente aperto ad associazioni di varia natura, senza alcuna qualifica proprio nel settore del turismo per camper che riteniamo debba essere di livello per come merita il capoluogo Ibleo.

Sarebbe, così come è già accaduto la scorsa estate, un’opportunità persa. Tra l’altro, i camperisti che arrivano in città e che non possono usufruire di quest’area, parcheggiano dove capita prima tenuto conto che anche talune strutture private sono al momento chiuse e tutto ciò, naturalmente, non fornisce una bella immagine della nostra città. Una cosa è certa. I servizi esistenti non sono adesso all’altezza di un comune importante come quello di Ragusa. Per cui, per far sì che per la prossima stagione non si registri una clamorosa marcia indietro, è indispensabile rimediare”. Come se tutto ciò non bastasse, è seguito un intervento dei due consiglieri comunali del Partito democratico Mario Chiavola e Mario D’Asta che addirittura chiedono, a proposito dell’avviso di manifestazione di interesse per il servizio di gestione biennale dell’area camper in questione che “il bando sia da ritirare, i numeri non convincono affatto.

I conteggi vanno rivisti”. Spiegano i consiglieri dem “dal bando in questione si evince che il valore complessivo della concessione, compresi i costi di sicurezza, è fissato in 4.520 euro. Basta infatti fare quattro calcoli per rendersi conto che si tratta di una proposta insostenibile. La procedura prevede che la base di gara sulla quale formulare l’offerta è pari alla somma di 4.520 euro per 24 mesi a partire dal primo marzo 2020 con un’offerta minima del 5%. Il gestore dovrà farsi carico delle spese per il personale, delle spese per l’energia elettrica compreso l’allaccio del contatore, delle spese per il canone del metano, di quelle per il canone idrico e per la spazzatura, oltre naturalmente a tutta la manutenzione.

Da dove scaturisce, dunque, questo importo per 24 mesi? E’ un importo stimato? E come mai non è stato pubblicato nel capitolato di gara l’incasso effettivo che il gestore ha prodotto durante la precedente gestione? Eppure, il dato avrebbe dovuto essere facilmente desumibile considerato che è d’obbligo rilasciare la ricevuta fiscale. Non pensiamo proprio, davvero, che questa amministrazione comunale si sia lasciata convincere dal fatto che è possibile gestire un’area attrezzata con un presumibile incasso lordo di circa 150 euro al mese. Ecco perché riteniamo che questi calcoli non siano affatto rispondenti alla realtà e chiediamo all’amministrazione comunale di ritirare il bando. E’ necessario un confronto serio sulla questione e anche i rappresentanti delle associazioni di categoria, che abbiamo già sentito, hanno manifestato le proprie perplessità e sono disponibili a intervenire per fornire il proprio contributo”. (da.di.)

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