Cultura

Donna Vincenza nel libro di Massimo La Pegna

Il vento di Provenza fa risentire le storie di chi amavi

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Donna Vincenza nel libro di Massimo La Pegna Donna Vincenza nel libro di Massimo La Pegna

Edito nello scorso mese di settembre, dopo il secondo posto ottenuto al premio nazionale di letteratura 2017 - prima edizione - intitolato a Padre Pino Puglisi, il romanzo “Donna Vincenza” del vittoriese Massimo La Pegna continua a riscuotere l’interesse di critica e lettori.

Prova ne sia il fatto che la sua vivace casa editrice, Il Convivio di Castiglione di Sicilia, ha presentato l’opera al salone Più libri più liberi di Roma e si appresta a lanciarlo al salone del libro di Torino del prossimo anno. Molto probabilmente l’interesse per l’opera deriva dal fatto che La Pegna, fedele alla sua filosofia di “scrivere per non dimenticare, agganciandomi a storie famigliari e al nostro territorio”, in “Donna Vincenza” trasfigura fatti realmente accaduti nel secolo scorso a Ragusa Ibla, in un tempo in cui - scrive nella prefazione Giuseppe Manitta - per alcuni personaggi“vigeva la facoltà di riuscire a farsi tributare un ignobile ed immeritato rispetto”. A farne le spese, appunto, la Vincenza del titolo, giovane popolana, amata e riamata dal nobile Paolo che, contro la volontà della propria famiglia, la sposa.

Ma la sua morte, che lascia Vincenza con due figli e una in arrivo, segna la tragedia per la protagonista, buttata fuori dalla propria casa dalla famiglia del marito. Negli eventi successivi il ceppo famigliare si spacca, uno dei figli emigra in Argentina, da vecchio ritorna in Sicilia “quasi a volersi riappacificare con una terra che tutto gli ha dato ma che tutto gli ha tolto (G. Manitta)” ma vi muore. Toccherà a suo figlio, Paolo come il nonno, ricostruire le vicende famigliari basandosi su ricordi dei sopravvissuti ma soprattutto (un altro filo conduttore della scrittura di Massimo La Pegna) su “vecchie carte, un modo per riacquistare sè stessi, per ritrovare una indentità”. In quella metafora della provenza, come aggiunge ancora Manitta, il vento di ponente che fa agitare il mare, ma anche tra le onde pericolose, se si sa ascoltare e non ci si fa sopraffare dalla paura, si possono sentire “le incredibili storie di chi amavi”.

Detto sommariamente quanto sopra, non resta che augurarsi che Massimo La Pegna tiri fuori dal cassesso, e completi, altri libri ancora in bozze. Nel frattempo ha ottenuto altri riconoscimenti per suoi racconti. Ricordiamo ‘La sorpresa’, primo classificato al Premio letterario Il treno 2019, la cui giuria era presieduta dalla scrittore e giornalista Melo Freni, mentre, nella edizione 2018 dello stesso premio, il suo ‘E arrivarono i ricordi’, si classificò al secondo posto ex aequo. Al suo impegno di scrittore Massimo La Pegna unisce anche quello di autore teatrale, e lo scorso anno, al Premio “Giuseppe Antonio Borgese”, a Catania, è risultato finalista con l’opera “Stasira mi ricoverunu”. (daniele distefano) 

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