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Tassa di soggiorno a Ragusa, sindaco replica alle accuse

Di Gurrieri e Mirabella

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Tassa di soggiorno a Ragusa, sindaco replica alle accuse Tassa di soggiorno a Ragusa, sindaco replica alle accuse

Ci dicevamo, ieri, ironicamente, preoccupati per la scarsità di abituali polemiche tra opposizione e amministrazione cittadina ragusana. E subito, a smentirci, è arrivato il botta e risposta sulla chiusura degli uffici tributari tra gruppo consiliare grillino e assessore Giovanni Iacono.

A ruota segue questa polemica di cui andiamo a parlare, sul tavolo tecnico sulla tassa di soggiorno, innescata dai consiglieri m5 Giovanni Gurrieri e da Giorgio Mirabella di Insieme. Ai quali è lo stesso sindaco Peppe Cassì a replicare. Sfrondando le note stampa da solite trite e ritrite accuse ‘politiche’ vediamo quali gli addebiti mossi dai due consiglieri di opposizione e le controdeduzioni del primo cittadino. Gurrieri e Mirabella sottolineano come il tavolo tecnico “si riunisce dopo dieci mesi e non riesce a cavare un ragno dal buco a causa dei proclami di un’amministrazione che dà molto spazio agli annunci e poco ai fatti. Lo testimonia il calo degli incassi da 1.100.000 euro del 2018 a 830.000 del 2019. Tra l’altro, in quest’ultimo caso, non ancora tutti introitati dall’ente (ne sono stati versati 570.000 euro).

“Insomma - secondo Gurrieri e Mirabella – sembra essere questo il frutto degli investimenti per 43.000 euro legati alla partecipazione alle fiere da parte di questa amministrazione attraverso lo Sviluppo economico”. Ma i due consiglieri di minoranza hanno da ridire anche sul piano procedurale e lamentano “nonostante le nostre reiterate sollecitazioni, assieme a quelle delle associazioni di categoria, il tavolo tecnico si è riunito dopo dieci mesi. L’amministrazione comunale, insomma, per tutto questo tempo, ha fatto orecchie da mercante. Alla fine, siamo stati convocati alle 20,40 del 10 dicembre e la riunione si è tenuta il 13 dicembre alle 15. Insomma, pochissimo tempo per confrontarci sull’elezione del presidente dell’organismo. Alla fine, l’attenzione è ricaduta su Carlotta Schininà di Federalberghi ma l’impressione è che le associazioni di categoria, nonostante i proclami della Giunta, non siano state affatto coinvolte lungo un percorso di concertazione che si rende necessario in occasioni del genere. Tra l’altro, l’amministrazione si è presentata senza rendiconti sulle spese effettuate nel 2019, svilendo completamente la funzione del tavolo. Per cui, anche alla luce del calo di presenze e della mancanza di adeguata considerazione, i rappresentanti delle associazioni di categoria hanno deciso di abbandonare il tavolo.

Per quanto ci riguarda, abbiamo chiesto di posticipare la seduta a gennaio 2020, quando, dopo che saranno state incassate le risorse economiche della parte restante della tassa di soggiorno, si avrà chiara la situazione analitica sulle disponibilità davvero accertate”. Fin qui, dunque le accuse del pentastellato Giovanni Gurrieri e di Giorgio Mirabella di Insieme. E questa la risposta del sindaco Cassì articolata, da buon avvocato, in tre punti. “il primo chiarimento riguarda le cifre: 1.100.000 € è la previsione sugli introiti per il 2019. L’effettivo introito si saprà ovviamente solo quando l’anno sarà concluso. La previsione per il prossimo anno è stata prudenzialmente rivista al ribasso non per un calo di presenze che, come certificato dallo stesso Osservatorio, sono invariate seppur in un contesto di calo regionale e hanno anzi fatto registrare il picco allo Sportello di informazioni turistiche, ma perché abbiamo riscontrato una consistente evasione.

Questa è figlia del mancato aggiornamento del registro delle strutture ricettive dal 2014, che ha generato fenomeni di attività “sommerse” ai quali stiamo rispondendo con controlli incrociati mai effettuati in precedenza. Il secondo chiarimento potrebbe sembrare scontato ma, visto ciò che scrivono i due consiglieri, evidentemente ignoranti in materia o in mala fede, diventa necessario: non sono “le associazioni di categoria ad alimentare i capitoli della tassa di soggiorno” come dicono Mirabella e Gurrieri, e nemmeno le strutture alberghiere, ma i turisti. Hotel e b&b si limitano ad esigere la tassa e a stornarla a chi ha diritto di riceverla, cioè al Comune. Un terzo chiarimento è necessario a smontare un’autentica falsità: “Le associazioni di categoria hanno deciso di abbandonare il tavolo”, affermano i due. Chi era presente sa che nessuno ha abbandonato il tavolo e che si è arrivati anzi all’elezione di Carlotta Schininà di Federalberghi come Presidente dell’organismo.

La mancanza di un Presidente che avrebbe dovuto convocarlo, infatti, ha in questi mesi diminuito le opportunità dell’Osservatorio di stimolare un confronto. Siamo convinti che una volta tornato pienamente operativo l’organismo possa ridare slancio e condivisione progettuale al settore turistico”. Da sottolineare che ad inizio della sua risposta Cassì aveva rilevato come Gurrieri non fosse nemmeno presente alla riunione in questione e che “pensare che i dati turistici del 2019 possano risentire delle politiche di un’amministrazione insediata a metà del 2018 dimostra scarsa lucidità d’analisi e desiderio di gettarla in polemica”. (da.di.) 

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