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Ibrahimovic: Italia arrivo, in un club che deve vincere di nuovo

Andrò in una squadra che deve vincere di nuovo

"Andro' in una squadra che deve vincere di nuovo, che deve rinnovare la propria storia, che e' in cerca di una sfida contro tutti. Solo cosi' riusciro' a trovare gli stimoli necessari per sorprendervi ancora... Come calciatore non si tratta solo di scegliere una squadra, ci sono altri fattori che devono quadrare.

Anche negli interessi della mia famiglia... Ci vediamo presto in Italia". E' il messaggio lanciato sulle pagine di GQ Italia da Zlatan Ibrahimovic, 38enne attaccante svedese in cerca di nuovi stimoli dopo l'addio alla Major League Soccer. "Sono molto contento di aver fatto questa esperienza a Los Angeles, anche perche' dopo l'infortunio molti dicevano che non sarei piu' stato in grado di giocare, invece ho dimostrato che posso ancora fare la differenza - ha proseguito il fuoriclasse ex Inter, Milan e Juventus, che con i Galaxy ha segnato 52 gol in 58 partite disputate - Ma dopo due anni ho detto basta. Qui a livello tecnico e tattico devono ancora crescere. Per correre, corrono, fisicamente sono delle bestie.

Ma non sono abituati a giocare con i piedi, perche' in tutti i loro sport tradizionali, baseball, football, basket, usano le mani". Ibra, accostato in Italia a Milan, Bologna e Napoli, parla anche del problema del razzismo negli stadi di calcio: "Mettere la maglia 'No al razzismo' e sventolare la bandiera 'No al razzismo' e' bello, ma non risolve il problema. Meglio togliere tre punti, sospendere la partita e perdere l'incasso, cosi' rischi di andare in serie B. Devi essere severo, la gente non capisce fino a quando non paga le conseguenze. Quando ero in Italia mi gridavano 'Zingaro!'. E' razzismo anche quello, e' ignoranza, anche se poi quando mi vedono fuori dallo stadio mi fanno i complimenti e vogliono farsi una foto con me".

(ITALPRESS)