Politica

Proroga termini ordinanza Plastic Free a Ragusa: D'Asta: abbiamo perso tempo

D'Asta: questo provvedimento avrebbe potuto essere concesso prima

Non concede nemmeno il beneficio del dubbio su un presunto errore materiale, a proposito della proroga di ulteriori 30 giorni all’ordinanza cosiddetta ‘plastic free’ il consigliere Pd Mario D’Asta, secondo il quale “abbiamo perso solo tempo quando a Ragusa questo provvedimento, su nostra richiesta, avrebbe potuto essere concesso molto prima”.

Spiega l’esponente consiliare dem “anche in questo caso il sindaco ha perso tempo, anche in questo caso il sindaco avrebbe potuto ascoltare prima le indicazioni provenienti dall’opposizione, dalle associazioni di categoria e dal buon senso, anche in questo caso abbiamo creato tensioni inutilmente e anche in questo caso era ragionevole aprire un dialogo con le minoranze, per il bene della città”. E D’Asta ricorda, a proposito della proroga riguardante l’ordinanza cosiddetta “Plastic free” decisa dal sindaco, e pubblicata qualche giorno fa, che già sin dall’ottobre 2018, quando la questione cominciava ad essere affrontata, essa era stata proposta del consigliere D’Asta, poi ripresa da altri gruppi consiliari d’opposizione”.

Poi il consigliere del Pd passa sul piano politico “Il dato politico è che, facendo questa scelta, è stato dimostrato che il sindaco, dopo un po’ di tempo, sempre perdendo mesi preziosi purtroppo, si è reso conto che era meglio ascoltare le indicazioni provenienti dai gruppi di minoranza che possono anche fornire suggerimenti validi, come testimoniato in questa e in altre occasioni. Insomma, mi verrebbe da dire, anche perché parliamo di un aspetto molto importante per le attività produttive presenti nella nostra città, meglio tardi che mai. Ma la prossima volta è il caso che non si perda tempo e, soprattutto, non si crei confusione.

Altrimenti, dalla Giunta del cambiamento, così come era stata presentata agli elettori dal sindaco durante la campagna elettorale, passiamo alla Giunta del “cambianiente”. Ed è ovvio che i ragusani vogliono risparmiarsi tutto questo”. (da.di.) 

 
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