Economia

Il territorio di Vittoria escluso dalle Zes

La nota della Cna

Il territorio vittoriese escluso dalle Zes . “Ci voleva la nostra presa di posizione sull’esclusione del territorio vittoriese dalle Zes per sensibilizzare la deputazione regionale dell’area iblea.

La cosa ci fa piacere, significa che la nostra sollecitazione li ha finalmente spronati dal torpore”. E’ quanto rileva il presidente della Cna comunale di Vittoria Rocco Candiano e il responsabile organizzativo Giorgio Stracquadanio a proposito della vicenda legata alle Zone economiche speciali. “Si comincia a parlare – aggiungono Candiano e Stracquadanio – di come rilanciare l’autoporto, struttura voluta dalla Cna e da sempre ritenuta figlia di un dio minore. E’ giusto che si sappia che l’opera è ancora un mezzo cantiere senza una società di gestione che abbia una strategia economica per rilanciarla.

Si inizia a pensare anche a come rilanciare il mercato Ortofrutticolo di Vittoria e le aree ad esso connesse – così come la Cna di Vittoria ha detto al presidente Musumeci – senza guardare questa struttura esclusivamente come la causa di ogni male economico e sociale. Certo, si arriva a questa consapevolezza dopo che la Regione ha assegnato già il 91,5%, pari a 5.580 ettari, delle aree Zes. Rimane solo l’8,5%, cioè poco più di 470 ettari che saranno messi a bando e per questo abbiamo sollecitato la Commissione straordinaria ad attivarsi per non perdere quest’ultima occasione.

Sarebbe opportuno che i deputati iblei chiedessero al presidente Musumeci e al ministro per il Sud un’ulteriore dotazione di superficie, in modo da poter soddisfare le numerosissime richieste e in particolare quelle relative al Comune di Vittoria”. “Per troppo tempo – continuano i vertici Cna – la parola Vittoria e le parole crisi e violenza sono state e sono indissolubilmente legate. La politica e le istituzioni hanno il compito di dissociarle sintetizzando i bisogni sani e le aspirazioni legittime dei molti cittadini onesti e delle tante imprese legali di questa città e porsi come aggregatori e rappresentanti di questi bisogni e di queste aspirazioni”.