Roma

Decreto sicurezza bis è legge, Salvini: ringrazio la madonna

Approvata da Aula del Senato

L'Aula del Senato ha approvato la fiducia posta dal governo sul decreto Sicurezza bis. I voti a favore sono stati 160, quelli contrari 57 e gli astenuti 21. Il provvedimento era stato gia' approvato dalla Camera e diventa cosi' legge.

"Il #DecretoSicurezzaBis, piu' poteri alle Forze dell'Ordine, piu' controlli ai confini, piu' uomini per arrestare mafiosi e camorristi, e' Legge. Ringrazio Voi, gli Italiani e la Beata Vergine Maria", scrive su Facebook il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini. Le parti piu' discusse del provvedimento restano quelle legate all'immigrazione, con multe piu' severe, arresto del capitano e sequestro automatico delle imbarcazioni delle Ong con a bordo migranti e che non rispettano i divieti di approdo in Italia. Oltre al ministro dell'Interno, il blocco navale dovra' essere controfirmato anche dai responsabili della Difesa e delle Infrastrutture, mentre la presidenza del consiglio bastera' che sia "informata".

Le sanzioni per chi infrange il decreto sono molto alte: da 150mila a un milione di euro per il comandante, sanzione che ricadra' sull'armatore se il capitano non sia in grado di pagare l'intero ammontare della multa. Se poi chi e' a capo delle navi opporra' resistenza, scattera' l'arresto e la nave verra' confiscata e portata nel porto piu' vicino. Il decreto prevede anche mezzo milione di euro per il 2019 per finanziare le operazioni di polizia, e due milioni e mezzo per i rimpatri, che costano in media 4.000 euro a persona. Il decreto si occupa anche di altro, a cominciare dall'articolo 8 che autorizza all'assunzione per il 2019 e 2020 di 800 persone da parte del ministero della Giustizia, per accelerare l'esecuzione delle sentenze penali di condanna.

Nei restanti articoli fino al 18, il decreto si occupa anche delle manifestazioni in luogo pubblico, o aperte al pubblico. D'ora in avanti sara' punito chiunque utilizzi razzi, fuochi artificiali, petardi od oggetti simili, nonche' facendo ricorso a mazze, bastoni o altri oggetti contundenti o comunque atti ad offendere.

(ITALPRESS)