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Minaccia petrolio nelle falde acquifere tra Modica e Ragusa

Giovedì i controlli specifici

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Minaccia petrolio nelle falde acquifere tra Modica e Ragusa Minaccia petrolio nelle falde acquifere tra Modica e Ragusa

Minaccia petrolio nelle falde acquifere tra Modica e Ragusa: giovedì i controlli specifici. Minaccia per la salute di tutti i cittadini iblei

“Il presunto sversamento di idrocarburi nei pressi di un pozzo di proprietà dell'Eni tra Ragusa e Modica, rappresenta una seria minaccia per la salute di tutti i cittadini iblei, non solo ragusani, visto che il punto critico si trova a meno di 2 km di raggio dalla sorgente Cafeo che rifornisce buona parte del territorio modicano”.

A parlare è il Sindaco di Modica, Ignazio Abbate, che a seguito dell’esposto presentato in Procura da Legambiente per chiedere l'applicazione della Legge sugli Ecoreati, chiede a gran voce maggiore chiarezza sulla reale situazione: “Come Primo Cittadino e massima autorità sanitaria in Città è mio dovere approfondire il rapporto presentato da Legambiente per salvaguardare la salute dei miei concittadini. Oltre alla gravità dell’accaduto è altrettanto grave la mancanza di trasparenza e informazione sulla situazione. Mi giungono notizie che uno sversamento di petrolio va avanti da tre mesi nell'area di estrazione di proprietà di Eni in Contrada Moncillè dove insiste l’omonimo affluente dell'Irminio che alimenta la nostra sorgente Cafeo.

Da quanto riferitomi da Legambiente, l’ENI non è ancora stata in grado di dare spiegazioni e delucidazioni sulle cause dello sversamento. Attualmente vengono effettuati due prelievi al mese su un campione di acque della nostra sorgente. Però tra le analisi effettuate non c’è quella specifica per rintracciare l’eventuale presenza di idrocarburi. Da domani ogni sette giorni il Comune di Modica, oltre ai normali controlli microbiologici e chimici, effettuerà tali analisi che speriamo abbiano esito negativo. Tempo addietro, quando si parlava di royalties derivanti dai proventi delle estrazioni, avevamo sollevato il problema di come le falde petrolifere scorressero sotto tutto il territorio ibleo, anche se poi il petrolio veniva estratto in territorio ragusano.

Il pericolo, sottolineammo allora, è di tutti i cittadini iblei. Purtroppo il nostro appello restò inascoltato. Oggi c’è qualcosa di più importante dei proventi delle estrazioni, oggi si parla della salute pubblica. Il Pozzo 16, quello che, secondo Legambiente, potrebbe avere problemi di sversamento, andrebbe a contaminare diverse falde acquifere tra cui quella a servizio di Modica. Sarebbe già un inizio avere informazioni sul quantitativo di petrolio fuoriuscito e sui danni ambientali già provocati, che dovranno essere bonificati ma sulla questione sembra essere calato un silenzio assordante che vogliamo, attraverso questa denuncia pubblica, squarciare. Non appena avremo i risultati delle analisi che verranno effettuate nella giornata di giovedi 1 agosto li renderemo pubblici perché tutti devono essere informati di quale è la reale entità del problema”. 

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