Politica

Installazione in via Ettore Fieramosca: ma a che serve questa cosa?

Non piace a Ragusa in Movimento

Insomma, a Ragusa in Movimento non piace proprio l’installazione artistica piazzata al centro della rotatoria di via Ettore Fieramosca, a maggior ragione ora che è stata completata ed illuminata di sera.

L’associazione politico culturale presieduta da Mario Chiavola si chiede “ma a che serve questa cosa? sbagliato il contesto e ha pure un aspetto inquietante. Scelta completamente errata. Secondo noi, è da rimuovere”. Dopo aver premesso che “non abbiamo la presunzione di capirne di arte e soprattutto non ci permetteremmo mai di giudicare il lavoro di un artista che, tra l’altro, ci dicono molto quotato”, Chiavola si rivolge direttamente al sindaco per chiedere “che ci fa questa installazione in una rotatoria della periferia, in una zona, tra l’altro residenziale della città?

Quale dovrebbe essere il valore aggiunto, in termini di decoro, che quest’opera garantirebbe al quartiere in questione, quello di Bruscè? Ci arrovelliamo su questi interrogativi da qualche giorno ma non riusciamo a farcene una ragione. Sbagliato il contesto, sbagliata la tipologia dell’opera, sbagliato, forse, anche il periodo dell’installazione. Abbiamo compreso che in questo lavoro c’entrano gli organizzatori di FestiWall, manifestazione pregevole che, con le sue realizzazioni, ha sempre rappresentato un valore aggiunto per il panorama urbano di Ragusa. Ma quest’opera, sinceramente, non la comprendiamo. Forse in un altro contesto andrebbe pure bene.

Ma lì, abbandonata al centro di quella rotatoria, assume un aspetto inquietante, poco rassicurante e che, diciamolo pure, abbruttisce, piuttosto che abbellirlo, l’ambito circostante”. Pertanto Ragusa in Movimento ed il suo presidente concludono “chiediamo, dunque, al sindaco di valutare le motivazioni di una scelta che secondo noi, e pure secondo molti cittadini, risulta essere completamente sbagliata. Speriamo che qualcuno, a palazzo dell’Aquila, possa ravvedersi. E ripristini lo status quo”. Già nei giorni scorsi Mario Chiavola aveva definito la realizzazione “una costruzione da futuro medioevale, come quelle che si vedono in certi film apocalittici” e aveva affermato che comunque “se questa è arte, certo non la si può collocare in mezzo a una rotatoria dove a farla da padrone è la sporcizia e il degrado, oltre alla presenza di alcune sterpaglie”.

Insomma, aggiungiamo noi, a prescindere dalla location, si ripropone l’antico dilemma sulla percezione dell’arte che probabilmente non verrà mai risolto. (da.di)