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Italia in Comune fustiga la Giunta Piccitto su Corte dei Conti

Gli ex i maggiori accusatori del partner quando finisce l'amore

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Italia in Comune fustiga la Giunta Piccitto su Corte dei Conti Italia in Comune fustiga la Giunta Piccitto su Corte dei Conti

Italia in Comune fustiga la giunta Piccitto sui rilievi della Corte dei Conti. E’ esperienza comune che gli ex sono i maggiori accusatori del partner quando l’amore finisce, conoscendone a fondo pregi e sopratuttto difetti. E dunque, per uscir di metafora, un durissimo attacco alla giunta Piccitto, di cui si è tornato prepotentemente a parlare in occasione dei

rilievi mossi dalla Corte dei Conti alla sua gestione economico-finanziaria soprattutto sull’uso delle notevoli entrate delle royalties petrolifere, viene proprio da tre ex grillini, Gianflavio Brafa, Claudio Conti e Giuseppe Dimartino, tutti assessori dei primi mesi dell’amministrazione grillina e poco dopo defenestrati bruscamente, ed ora coordinatori della sezione ragusana di Italia in Comune, movimento politico che in altri ex grillini, (il sindaco di Parma Federico Pizzarotti e di Cerveteri Alessio Pascussi i più noti) ha trovato i fondatori ed animatori.

Fin dal titolo della loro nota i tre mettono in chiaro la loro posizione affermando “disastro finanziario a Ragusa” per poi incalzare “gridavano prima gli ultimi ma non hanno fatto pagare gli evasori, chiedevano trasparenza ma non riescono a giustificare come hanno speso 30 milioni di euro, invocavano prima lo sviluppo e il lavoro ma hanno speso 52 milioni di euro su 65 provenienti dalle royalty petrolifere in spese correnti invece che in investimenti, hanno gonfiato le entrate, secondo la Corte dei Conti, per poter spendere di più e fare clientela” e a scanso di equivoci, ironicamente affermano “partiti della prima e della seconda repubblica?

No,sono il M5S e indirettamente anche la Lega di Salvini visto che il vicesindaco della giunta Piccitto è oggi il coordinatore provinciale della Lega”. E qui ci pare si giunga al nocciolo della questione, o meglio, alla chiara volontà di sputare un rospo rimasto in gola, perchè pare proprio l’ex vicesindaco Massimo Iannucci il vero obiettivo della dura filippica di Gianflavio Brafa, Claudio Conti e Giuseppe Dimartino, che infatti precisano “finora tutti hanno accusato il sindaco Piccitto e l’assessore al bilancio (Stefano Martorana n.d.r.) per questo disastro, ma hanno dimenticato colui che era chiamato tra i 5S il badante del sindaco, il vicesindaco vero uomo forte della giunta M5S.

Come minimo è corresponsabile di questo disastro finanziario”. Per cui i tre esponenti di Italia in Comune concludono amaramente “Ragusa è stato il laboratorio dell’attuale governo. Qui si sono incontrate due culture, quelle al governo nazionale oggi, unite solo dal potere e per nulla diverse dal passato, intolleranti verso il dissenso, assolutamente incapaci a gestire alcunché per mancanza delle più minime competenze. Dichiaravano di voler fare i Napoleone, la rivoluzione, ma sono finiti a fare i Metternich e i Talleyrand, la restaurazione. Se Ragusa è stata la sperimentazione in piccolo di un progetto nazionale, per l’Italia si prospettano tempi bui”. (da.di.) 

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