Segnalazioni

Ragusa, alghe, docce e strisce pedonali: risponde Cassì

La nota di Palazzo dell'Aquila

Evidentemente le segnalazioni dei cittadini ragusani, magari riprese dai consiglieri di opposizione, sono state tali e tante, su docce nelle spiagge, alghe a Punta di Mola e strisce pedonali in città, da far decidere al sindaco di Ragusa di intervenire in prima persona e spiegare come stanno le cose.

Ecco quanto si legge in una nota stampa di Palazzo dell’Aquila: “Partiamo dalle alghe che occupano altri tratti della spiaggia di Punta di Mola. Ci siamo già attivati, scoprendo due cose, una buona e una cattiva: la buona è che si tratta di una specie protetta che popola ancora le nostre coste vista la salute ambientale che le contraddistingue. La brutta è che in questi casi la legge prevede un progetto di spostamento su sito protetto e poi riposizionamento a stagione balneare finita nel sito originale per favorirne il ripopolamento. Costo dell’operazione? 24.000 euro.

Tempi? Oltre un mese. Stiamo valutando come reperire la cifra, ma condivido con voi la riflessione su una spesa così ingente, dai risultati non immediati e comunque potenzialmente non risolutiva in caso di nuove mareggiate. Docce, come dimostrano i commenti social di diversi cittadini che hanno risposto ad alcuni segnalazioni “politiche” o semplicemente sfortunate, già dallo scorso weekend gran parte delle docce erano in funzione. Le foto lo dimostrano. Quanto a quelle mancanti, principalmente nella zona di Punta di Mola, saranno funzionanti entro il weekend.

Idem per la riparazione di alcune pedane danneggiate. Intanto avanzano speditamente i lavori per il nuovo collettore che porterà acqua alle docce senza toglierla alla rete urbana. Strisce cancellate? Come dimostrano le foto, si tratta più che altro di strisce sporche, con la polvere d’asfalto che si è attaccata alla vernice ancora troppo fresca. Ripulite, tornano come nuove. In ogni caso, le stiamo verificando una ad una e solo a controllo completato, o a lavori rifatti là dove imperfetti, pagheremo i lavori”. (da.di.)