Economia

Dossier della Cna sul settore autoriparazione in provincia di Ragusa

In vista del futuro serve aggregazione

Anche nel territorio ibleo il settore dell’autoriparazione sta vivendo profondi ed importanti cambiamenti: già adesso si cominciano a intravedere queste modifiche. E’ quanto emerge dalla quinta pubblicazione del Centro studi della Cna territoriale di Ragusa che fa il punto sul settore in questione.

“Le case automobilistiche tendono verso l'aggregazione con – spiega il responsabile del Centro studi Giorgio Stracquadanio – un’aspirazione precisa: provare a monopolizzare anche il mercato relativo alla gestione dei servizi del dopo vendita (Aftermarket)”. Di fronte a questo scenario scaturisce di conseguenza una domanda: le attuali officine e le imprese di servizi che operano nel territorio ibleo come si stanno preparando per affrontare questo nuovo contesto? Osservando i dati pubblicati da Movimprese, si evince come nel Registro imprese della Camera di Commercio di Ragusa, al 31 dicembre 2018, sono iscritte 1.188 imprese ricadenti nel settore dell’autoriparazione. Negli ultimi dieci anni le imprese del settore sono cresciute di numero, ma vi è stata una flessione delle attività svolte in forma individuale ed un aumento delle società di capitali.

La situazione al 31 dicembre 2018 è la seguente: 751 imprese individuali, pari al 63%; 229 società di capitali, pari al 20%; 208 società di persone, pari al 17%. Il 54% di queste imprese, cioè 645 attività, è organizzato in forma artigianale; all’interno di queste il 78%, pari a 502 attività, ha forma individuale, il 17%, pari a 111 attività, sono società di persone, il 5%, pari a 32 attività, sono società di capitali. Esaminando in modo più specifico il settore artigiano, si deduce come lo stesso negli ultimi dieci anni, rispetto al dato complessivo del Registro imprese, abbia subito un lento ma continuo arretramento. Nel 2009, le 720 attività artigianali rappresentavano oltre il 63% delle aziende iscritte nel registro Imprese. In particolare, dal 2012 in poi l’arretramento delle attività artigiane è diventato via via più evidente soprattutto nelle imprese individuali e nelle società di persone, mentre le società di capitali, in particolare le Srl, sono lentamente cresciute.

La provincia di Ragusa ha un parco macchine ampio ma relativamente anziano. 67 auto ogni 100 abitanti, 219.118 autovetture al 31 dicembre 2018 (dati Aci), dove oltre il 40% delle stesse ha un’età media superiore ai 10 anni. Ecco perché il settore tiene. C’è un parco auto vecchio che ciclicamente ha bisogno di manutenzione. Ma non sarà sempre così; anzi già da ora non è così. Sempre dai dati dell’Aci viene fuori che nel 2015 in Italia le auto elettriche immatricolate erano 4.384, mentre quelle ibride erano 85.348; nel 2018 le auto elettriche immatricolate sono 12.156 e quelle ibride sono 244.484. Il panorama dell’alimentazione e quindi la meccanica e la componentistica stanno cambiando rapidamente. Sono interessanti i dati presi sempre dall’Aci relativi alla nostra provincia. In quattro anni si è passati da 157 a 604 modelli a nuova alimentazione e tecnologicamente più avanzati. 

Serve cominciare a pensare ad un futuro, non molto lontano, fatto di integrazione e progettualità condivisa. E’ venuto il tempo di avviare l’aggregazione basata su contratti associativi, accordi di collaborazione, partecipazione a gruppi di Imprese o anche alla semplice collaborazione informale, per superare i problemi e i limiti dovuti alla dimensione, sviluppando economie di scala, economie esterne e di conoscenza che riducono i rischi e i costi”.  

 
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