Milano

Salute: Sanofi celebra la settimana del lavoro agile

Settimana del lavoro agile del Comune di Milano

Salute: Sanofi celebra la settimana del lavoro agile. Stefania, Sara, Beste, Giorgio. Sono solo alcuni colleghi milanesi dei piu' di 400 smart worker che in tutta Italia usufruiscono da tempo del lavoro agile per poter lavorare fuori ufficio uno o due giorni a settimana, e che hanno festeggiato quest'anno la Settimana del Lavoro Agile del Comune di Milano "mettendoci la faccia".

Dal 2014 Sanofi Italia ha introdotto lo smart working, prima in via sperimentale, e poi in modo effettivo dopo la regolamentazione per legge nel 2017. Un modo di lavorare piu' libero e flessibile, ormai consolidato per i 305mila lavoratori agili in Italia (+ 60% dal 2013). Un cambiamento culturale che ha sconfitto i vecchi timori legati a mancanza di controllo, scarsa produttivita', senso di isolamento. Il lavoro agile, secondo una ricerca presentata dalla School of Management del Politecnico di Milano, garantisce un aumento della produttivita' del 15%.

Il numeri dello smart working in Sanofi sono un indice del grande successo di questa forma di lavoro che coinvolge sempre piu' aziende e lavoratori: quasi il 70% dei lavoratori dei suoi uffici in Italia (Milano, Roma e Modena) aderisce al lavoro agile. Su questi 360 colleghi smart, 245 sono donne e 115 uomini, a dimostrazione del fatto che i vantaggi sono molteplici e non riguardano solo le mamme lavoratrici, ma tutti i lavoratori in modo trasversale e inclusivo. Lo smart working ha inoltre rappresentato per Sanofi una spinta fondamentale che ha portato nel 2017 a un accordo che prevede una gestione del tempo in una logica di totale fiducia, flessibilita' e conciliazione tra vita e lavoro.

Per il personale degli uffici e' stata infatti introdotta una sola timbratura ed eliminato, di fatto, il controllo dell'orario di lavoro. Ma la modalita' dello smart working riguarda un certo numero di colleghi anche del comparto produttivo. E' stata infatti estesa negli ultimi mesi anche agli stabilimenti di Anagni, Scoppito e Origgio.

(ITALPRESS)