Benessere

Dieta del guerriero e le fasi per dimagrire

E' nota come Warrior Diet

La dieta del Guerriero è molto particolare e può far dimagrire di 3 kg. E’ una dieta ideata da Ori Hofmekler, e si basa su un ciclo giornaliero alimentare che comprende due fasi: sottoalimentazione durante il giorno e sovralimentazione durante la sera-notte.

E’ una dieta nota anche con il nome di “Warrior Diet” in quanto prende come esempio i soldati dell’impero romano che erano sottoposti a stress importanti per le guerre ed i grandi spostamenti. Essi si allenavano per combattere, avevano delle corporature possenti e delle masse muscolari importanti, quindi portavano nel corpo un bel po’ di energia accumulata nei periodi di riposo e nutrizione. Più precisamente il modello di Hofmekler, che si rifà in parte anche agli studi sul digiuno intermittente e sulla restrizione calorica prevede un solo pasto abbondante al giorno dopo aver praticato 10-12 e più ore di digiuno o essersi limitati all’assunzione di piccoli spuntini proteici o succhi di frutta o verdura.

La dieta del guerriero si basa su esercizio fisico e digiuno che migliorano le capacità di sopravvivenza ed è intesa come maggiore resistenza alla fatica e maggiore capacità di utilizzare l’energia. Se vogliamo sintetizzare il tutto dando delle indicazioni e delle delucidazioni potremmo dire che questo modello alimentare si basa sul presupposto che nutrire il corpo assecondando i ritmi circadiani propri dell’uomo primitivo è funzionale al mantenimento della forma fisica e della salute poichè potenzia l’utilizzo dei nutrienti e la trasformazione del grasso corporeo in energia, aumentando allo stesso tempo la resistenza allo stress. Ma vediamo come funziona la dieta del guerriero.

La prima fase si basa sul principio della sottoalimentazione (per circa 20 ore). Nella prima parte della giornata sono consentiti pochi alimenti, per lo più di origine vegetale, semi e proteine semplici. Tutti cibi poco impegnativi per il nostro apparato digerente: questo ha lo scopo di facilitare la detossificazione dell’organismo. Il prolungato stato di sotto-alimentazione innesca processi fisiologici come l’aumento della sensibilità all’insulina, e un maggiore produzione di ormoni anabolici per contrastare lo stato di “carenza di risorse” e sfruttare al meglio le poche presenti. Nella seconda fase detta anche di sovralimentazione ovvero nelle restanti 4 ore. Dopo la Fase 1 il corpo si ritrova svuotato di risorse e in una condizione di massima sensibilità ai nutrimenti.

Questa particolare condizione fa in modo che la grande quantità di nutrimenti introdotta durante la sovralimentazione non vada persa, ne “stoccata” come grasso. Durante questa fase non esiste particolare vincolo alla tipologia di cibo da assumere ne alla sua quantità. Il tutto viene “gestito” in base a 3 semplici regole: iniziare il pasto principale con cibi dai sapori più “leggeri” per passare poi a quelli più “forti”, includere il maggior numero di sapori, colori, aromi, consistenze possibili nel pasto, mangiare fino a sazietà o quando lo stimolo della sete è maggiore di quello della fame.

Come sempre nelle diete pubblicate sul nostro sito raccomandiamo di chiedere il parere del proprio medico o di uno specialista soprattutto se si soffre di varie patologie come diabete o pressione alta. Questa come le altre diete pubblicate sul nostro sito sono indicative e non possono essere seguite senza il parere di un medico.