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Italia in Comune: ridurre la Tari è possibile

Claudio Conti: al primo posto intervenire sul posto della raccolta

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Italia in Comune: ridurre la Tari è possibile Italia in Comune: ridurre la Tari è possibile

Italia in Comune di Ragusa, per bocca di uno dei suoi coordinatori, Claudio Conti, (gli altri due so-no Gianflavio Brafa e Giuseppe Dimartino, tutti e tre ex assessori della giunta Piccitto), torna sull’argomento della riduzione della Tari, con l’occhio rivolto fin da adesso al prossimo anno, per evitare che “nei primi mesi di ogni anno i cittadini assistono in consiglio comunale, in concomitanza alla presentazione del Piano Economico-Finanziario della TARI, alle schermaglie tra l’opposizione che pretende la riduzione delle tasse sui rifiuti e la maggioranza che difende le sue scelte.

Spesso ciò avviene a ruoli invertiti, chi oggi protesta ieri era a governo della città e viceversa. Una discussione a volte surreale perché arriva sempre in ritardo” per cui “se si vuole intervenire seriamente a ridurre il costo delle imposte locali come la TARI si deve iniziare a lavorarci sin da subito e non all’ultimo momento individuando sprechi e aumentando i controlli”. Tra tali sprechi Italia in Comune elenca al primo posto “il costo della raccolta dei sacchetti abbandonati”. Claudio Conti entra dunque nel dettaglio e spiega “l’aumento della raccolta differenziata dal 41% del 2018 al 70% sperato per il 2019 porterà sicuramente ad una riduzione degli oltre 4 milioni di euro necessari per lo smaltimento del rifiuto indifferenziato e per il trattamento della frazione umida del 2018, ma perché la riduzione sia significativa occorre intervenire investendo massicciamente in comunicazione cosa che oggi l’ATI non sta facendo, nonostante i cittadini paghino in media 130.000 €/anno.

Ciò perché una parte di quello che i cittadini differenziano torna in discarica perché ai cittadini non è stato finora spiegato in modo chiaro come differenziare con ulteriori costi. La mancanza di comunicazione efficace è anche la causa della riduzione della Rd che a marzo è scesa del 5% rispetto ai massimi di gennaio a causa dell’assenza di informazioni precise e puntuali. Ma possono essere ridotti anche i cosiddetti “costi comuni diversi “ e “ altri costi ” che ammontano a 1.200.000 € e che riguardano solo in parte i crediti per imposta non versata”.

Quindi il coordinatore di Italia in Comune ripropone uno dei suoi cavalli di battaglia “oggi però la somma più facilmente riducibile è rappresentata dal 1.200.000 € riferibile ai servizi opzionali e pagati all’ATI per il ritiro dei sacchetti dell’indifferenziato abbandonati per strada. Rappresenta un costo eccessivo e fuori controllo che può essere ridotto affidando ad altre imprese questo servizio mediante apposita gara, come previsto dal Disciplinate Tecnico Prestazionale. Il comune di Ragusa non ha l’obbligo contrattuale di affidar-lo all’ATI, è solo una scelta che finora si è rivelata disastrosa per le tasche dei cittadini ragusani.

E’ facile pronosticare, cambiando il soggetto che svolge questo servizio, una riduzione che può rag-giungere anche il 70%, risparmiando fino a 800-900.000 € l’anno. Solo entrando nel merito del pro-blema e studiando la materia si può ridurre la TARI. Le grida manzoniane non servono a nulla . Qualcosa è stato fatto quest’anno, ma molto si può fare l’anno prossimo, sempre che lo si voglia e che ci si muova già domani mattina”. (da.di.) 

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