Benessere

Uso di lampade abbronzanti: prevenzioni e raccomandazioni

Sconsigliato dall'Organizzazione Mondiale della sanità

L’uso frequente di lampade abbronzanti può avere effetti sulla salute. Ecco quali sono le prevenzioni per evitare effetti dannosi e le raccomandazioni. Utilizzare un dispositivo per l’abbronzatura artificiale non è più sicuro di esporsi al sole, perché non ci sono differenze tra l’uso delle radiazioni solari e quello delle lampade abbronzanti per tipo di radiazioni ed effetti sulla salute.

Anzi, alcune lampade abbronzanti che non rispettano le normative più recenti, possono emettere livelli di radiazione UV maggiori di quelli presenti nei raggi del sole ai tropici a mezzogiorno. Anche utilizzare il lettino abbronzante per crearsi una base di abbronzatura prima di esporsi al sole non garantisce dal rischio di successive scottature solari. Se le lampade del lettino emettono radiazioni UVA, infatti, l’abbronzatura che si ottiene non è dovuta alla produzione di nuova melanina (protettiva nei confronti dei raggi del sole) ma all'annerimento di quella già presente nelle cellule della pelle. Se, invece, si tratta di lampade che emettono radiazioni simili a quelle del sole, con un più alto contenuto di radiazione UVB, l’effetto protettivo non è comunque molto alto, essendo equivalente, al massimo, all'utilizzo di una crema protettiva con fattore di protezione 3 e, soprattutto, non diminuisce il rischio che possano verificarsi danni a lungo termine.

Per godere dei benefici della vita e delle attività svolte all'aria aperta, rendendo minimi i rischi per la salute, basta esporsi al sole con le dovute protezioni (vestiario, occhiali da sole e filtri solari), evitando le ore attorno al mezzogiorno, in cui le radiazioni hanno una maggiore componente UVB e ricordandosi che il cielo nuvoloso permette comunque il passaggio delle radiazioni UV, che la sabbia e l’acqua riflettono i raggi solari e che è necessario proteggersi anche in montagna, soprattutto in presenza di neve.

Sebbene l’Organizzazione Mondiale della Sanità, a causa dei rischi per la salute accertati, lo sconsigli a chiunque, l’utilizzo delle apparecchiature per l’abbronzatura artificiale deve essere evitato in particolare da coloro che: hanno meno di 18 anni di età, hanno la pelle chiara e sensibile, hanno già sperimentato scottature solari, in particolare da bambini, hanno molte lentiggini, hanno nei (nevi) atipici (cioè di diametro superiore a 6 mm, bordo irregolare, colore variegato) o un numero di nei particolarmente alto, prendono farmaci o usano creme che rendono la pelle sensibile al sole, hanno avuto un melanoma o tumori della pelle o hanno un familiare con melanomi e tumori della pelle hanno una situazione di salute che può peggiorare con l’esposizione al sole, ad esempio la vitiligine, una malattia cronica della pelle causata dalla mancanza di melanina. Un decreto interministeriale (Decreto n.110 del 12/5/2011 emanato dal Ministro dello Sviluppo Economico di concerto con il Ministro della Salute) vieta l’utilizzo delle apparecchiature abbronzanti ai minori di 18 anni di età, alle donne in gravidanza e alle persone con particolari malattie o che si scottano facilmente al sole, oltre a regolamentare le caratteristiche tecniche e le modalità di esercizio delle apparecchiature in questione.

Il decreto è rivolto alle operatrici e agli operatori che lavorano nei centri estetici sui quali ricade la responsabilità di osservare, e far osservare, quanto scritto nel decreto, tra cui l’obbligo di fornire adeguate informazioni sui rischi che ogni persona può correre, in considerazione dell’età e delle particolari condizioni dell’utilizzatore, senza pubblicizzarne presunti “vantaggi” per la salute. Il decreto non si applica ai dispositivi abbronzanti liberamente venduti per l’utilizzo domestico che, quindi, risultano senza alcun controllo. Nel caso si decida di utilizzare i dispositivi a scopo estetico devono essere prese alcune precauzioni: evitare sedute troppo ravvicinate, utilizzare occhiali protettivi, togliere le lenti a contatto prima del trattamento non utilizzare creme protettive (che oltre a rendere imprevedibili i risultati del trattamento, con il rischio che il cliente effettui più sedute del previsto fino ad ottenere il risultato desiderato, possono anche dare al cliente un falso senso di sicurezza) né qualsiasi altro tipo di prodotto cosmetico.

È bene anche ricordare che le creme autoabbronzanti hanno solo un effetto cosmetico e non proteggono la pelle esposta ai raggi UV, a meno che non contengano un fattore di protezione dichiarato in etichetta. È sempre consigliabile sentire il parere del proprio medico, preferibilmente uno specialista dermatologo, prima di utilizzarle. (Fonte ISS)

 
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