Giovanni Iacono fa il punto sulla situazione

Scerbatura a Ragusa: ottimi risultati con poche risorse

In un territorio molto vasto

Non ha atteso manco l’Epifania, l’assessore al verde pubblico Giovanni Iacono, per fare, in questi primissimi giorni del 2019, il punto sulla situazione della scerbatura nel territorio comunale, operazione che ha preso immediatamente a cuore non appena ricevuta la relativa delega assessoriale dal sindaco Cassì.

Un articolato resoconto, quello diffuso da Iacono tramite l’ufficio stampa del Comune che raggruppiamo per risultati ed obiettivi raggiunti per poi dare spazio alle difficoltà oggettive che il territorio comunale presenta e che rendono ancor più encomiabile il lavoro svolto. Lavoro che riguarda le strade urbane e quelle provinciali di competenza del Comune e che è stato affidato in appalto ad una impresa del settore. Dopo aver ricordato che “ai primi di settembre, prima dell’apertura delle scuole e degli impianti sportivi i cui spazi a verde rientrano tra le attività del Servizio verde pubblico, si era riusciti a ‘normalizzare’ la grave emergenza, anche per le tante aree a rischio incendio” l’assessore Iacono, per quantificare la mole di lavoro svolto, evidenzia “gli operai specializzati hanno lavorato complessivamente 4.753 ore, sono stati effettuati oltre 537 viaggi in discarica da parte degli autocarri e sono stati messi in sicurezza 63 alberi e palme utilizzando in diversi casi, per circa 169 ore, furgoni attrezzati con cestelli.

Nel mese di dicembre, si è lavorato anche nei giorni immediatamente a ridosso e dopo Natale e sono state tante le vie, piazze, giardini pubblici e contrade interessate ai lavori non solo di scerbatura ma di diserbo e potature varie”. Parlavamo all’inizio delle difficoltà che il territorio comunale ragusano presenta, e che Giovanni Iacono così riassume ”l’estensione del territorio di Ragusa, pari a 441 km quadrati, undicesimo in Italia, è tripla rispetto, ad esempio, ad alcuni dei Comuni italiani con la migliore qualità della vita come Belluno, Bologna, Trento, ciascuno dell'estensione di circa 150 km quadrati.Abbiamo avviato urgentemente, subito dopo l'insediamento di questa Amministrazione, lavori per ripulire strade urbane ed ex provinciali di nostra competenza, queste ultime per complessivi 520 km di lunghezza se si considerano i due cigli della carreggiata, che non sono state diserbate da 7 anni e siamo intervenuti anche su strade urbane prive di manutenzione da oltre 6 mesi.

Già da mesi abbiamo approntato, ed è stata la prima volta, la mappatura georeferenziata al computer dell’intero territorio da manutenere che è stato suddiviso in 81 zone oltre, sempre mappate e georeferenziate, le 22 ex strade provinciali. Abbiamo provveduto ad attrezzarci acquistando una falciatrice aerea molto utile per i lavori extraurbani”. Dati, prosegue l’assessore al verde pubblico, “che fanno comprendere non solo quanto sia maggiormente oneroso attuare nel nostro territorio un attento piano di scerbatura, ma piuttosto quanto necessario sia mettere in atto un numero nettamente superiore di interventi ed utilizzare diverse unità lavorative specializzate per attuarli”.

Il tutto, e non ci si poteva aspettare niente di diverso conoscendo la storia politica di Giovanni Iacono, e delle associazioni che lo sostengono, Partecipiamo e Liberi Cittadini, senza dimenticare anche un’altra delega detenuta, quella di sviluppo di comunità, nel massimo della trasparenza nei confronti dei cittadini. Infatti, prosegue Iacono, “questa Amministrazione, al fine di attuare una ulteriore trasparenza, ha dato mandato all’ufficio di pubblicare ed aggiornare periodicamente l'elenco delle aree in cui si stanno attuando i lavori di scerbatura, diserbo e potatura, basta collegarsi al sito del Comune, attraverso la sezione ‘In evidenza’, ‘Lavori Verde Pubblico’, selezionando il mese”.

E per concludere Giovanni Iacono afferma “mi preme sottolineare, infine, che il Comune di Ragusa ha utilizzato mezzi e risorse economiche nettamente inferiori rispetto a quelle di altri enti locali italiani chiamati a eseguire interventi similari, ma su una superficie territoriale parecchio più ridotta della nostra”. (da.di.)