Promosso dalla Parrocchia del Sacro Cuore

Presepe Vivente a Ragusa: gli abiti barocchi incantano i visitatori

All'interno de U palazieddu

Un modo differente di realizzare il presepe vivente. Con una prospettiva, per i visitatori, diversa dal solito. Chi si è recato ieri sera all’interno de “U palazzieddu” di via Francesco Cilea a Ragusa ha avuto modo di rendersene conto.

Tutto attorno, infatti, le varie scene della rappresentazione sacra e chi osservava è come se si fosse calato all’interno. Un bel successo per la prima volta della parrocchia Sacro Cuore di Gesù (Gesuiti) che, grazie alla collaborazione tra gruppo Giovani e Giovanissimi, oltre al supporto fondamentale del gruppo Adulti, è riuscita a calamitare l’attenzione di oltre settecento persone. “E’ stata una esperienza molto interessante e stimolante – afferma il parroco, don Marco Diara – e poi tutte queste presenze non ce le saremmo mai aspettate. Per noi è stata una bella sensazione. Anche perché avevamo cercato di preparare tutto nei minimi particolari ed avere ricevuto gli apprezzamenti della gente ci ha fatto molto piacere. Significa che gli sforzi non sono stati vani”.

L’allestimento, sotto alcuni aspetti, è stato reso magnificente dagli abiti barocchi utilizzati. Una scelta per dare una caratterizzazione ulteriore a questo presepe vivente che, nato come momento di aggregazione per tutti coloro che risiedono nel quartiere, si è trasformato in qualcosa di molto di più, una formula aggregante capace di ravvivare l’interesse di tutti. Gli altri appuntamenti sono fissati per il 30 dicembre oltre che per l’1 e il 6 gennaio, dalle 18,30 alle 21 (ingresso libero). “Abbiamo voluto catturare l’interesse dei visitatori – continua il parroco – anche per riuscire a lanciare un messaggio di solidarietà e fratellanza che è poi quello che puntiamo a trasmettere mettendo in scena la rappresentazione della Natività.

Il fatto che in tanti siano venuti a trovarci significa già qualcosa di molto importante. Speriamo che si possa continuare su questa stessa strada anche per le prossime rappresentazioni. Siamo certi che, avendo fatto un buon lavoro, qualcosa di questo nostro impegno potrà essere comunicato a chi verrà a trovarci”.