Nella sala convegni della Fiera Emaia

Vittoria, assemblea Cgil per lavoratori tunisini

Si discute di assegni familiari

Il problema relativo al pagamento degli assegni familiari per i tunisini che lavorano in Italia è stato oggetto di un’affollata assemblea organizzata dalla Cgil a Vittoria presso la sala convegni della Fiera Emaia.

Le questioni oggetto dell’incontro (disoccupazione agricola, assegni familiari e previdenza)sono state trattate da diverse angolazioni dai dirigenti sindacali presenti: Giuseppe Scifo, Segretario generale della CGIL di Ragusa; Salvatore Terranova, Segretario generale della Flai CGIL di Ragusa; Sami Rhouma della Camera del Lavoro di Vittoria; Salvatore Tripi, Coordinatore dell’INCA regione Sicilia; ShaimaNouri, dell’ufficio FLAI CGIL Tunisia; MustafaLaaouinii, responsabile INCA CGIL Tunisia; Salvatore Carpintieri, Direttore INCA Ragusa; Alfio Mannino, Segretario regionale FLAI CGIL Sicilia; Echi Abdallah, segretario UGTT Mahdia; Claudio Piccinini, Coordinatore Area Immigrazione INCA nazionale e Sara Palazzoli, Segretaria Nazionale FLAI CGIL. Un parterre sindacale, dunque, che ha visto la presenza di sindacalisti cgiellini delle due sponde del Mediterraneo, che hanno ricordato come dal 1987 esiste una convenzione tra lo Stato italiano e la Tunisia che riconosce il trattamento degli assegni familiari per i familiari di lavoratori tunisini in Italia.

Da tre anni viene richiesta la certificazione del reddito dei familiari residenti in Tunisia al fine di autorizzare il pagamento dei trattamenti INPS. Appare evidente come sia in ballo una procedura che chiama in causa un rapporto di stretta collaborazione tra INPS e CNSS (istituto previdenziale di Tunisia). Un rapporto di collaborazione che si determina a fatica ma è dove si decide il pagamento degli assegni familiari dopo lunghi tempi di attesa.La riunione con la partecipazione dei vertici nazionali della FLAI, dell'INCA e della UGTT, sindacato tunisino che insieme alla CGIL collabora per far sì che la CNSS espleti velocemente le procedure di certificazione, è servita a fare il punto della situazione.

A commentare il senso e lo spirito dell’inziativia una dichiarazione del segretario generale della Cgil provinciale di Ragusa, Peppe Scifo “questi lavoratori hanno dato negli ultimi 30 anni un grande contributo allo sviluppo di questo territorio, ed oggi soffrono insieme agli italiani e agli altri braccianti stranieri problemi di sfruttamento, lavoro nero.Oggi questi lavoratori dopo anni di lavoro spesso rientrano in patria senza aver realizzato nemmeno il minimo diritto ad avere una pensione. Per questo è importante l'impegno del sindacato nella tutela di tutti i lavoratori senza alcuna distinzione di nazionalità.Ed in particolare diventa sempre più indispensabile una rete di collaborazione tra i sindacati dei due Paesi sopratutto laddove è importante la presenza di lavoratori emigrati in Italia”. (da.di.)