Contro la proposta della MAP

Morte Angelo Partenza a Modica, l'intervento del cognato

"Serve una punizione"

Vincenzo Di Martino cognato di Angelo Partenza morto a Modica nel febbraio del 2017 a seguito di una violenta aggressione da parte di due giovani di Modica interviene dopo la richiesta nei giorni scorsi nell'aula del tribunale dei minori di Catania della MAP.

"Devo ammettere che finora non avevo avuto notizia di questa sigla - scrive Di Martino - che significa messa alla prova. Si mette alla prova un apprendista… per vedere se è “tagliato” per fare quel mestiere. Ma finora non avevamo sentito parlare di messa alla prova per provare se dei minorenni sono ancora “adatti” a delinquere o meno". Crediamo che per un ragazzo che si rende autore responsabile diretto della morte di una persona - per altro nelle condizioni di non potersi difendere e parare i colpi, sferrati selvaggiamente dal ragazzetto che si vorrebbe mettere, ora alla prova (dopo due anni di attesa…) - la MAP non sia il castigo, la punizione da proporre. La prova l’ha già data! scrive ancora il cognato di Partenza e anche di una inaudita violenza.

I ragazzi responsabili del fatto delittuoso si aspettano che sia loro inflitta, dal Tribunale dei minorenni di Catania, un’esemplare punizione, anche se, evidentemente, non desiderata da loro stessi, dai loro genitori e dai loro legali. Ma la punizione deve essere inflitta, deve essere data, per giustizia da rendere alla vittima e alla pubblica opinione.