Begli esempi di antirazzismo

Italia in Comune: ferma presa di posizioni antirazzista a Ragusa

Intanto la chiesa Avventista conclude il corso per migranti "Impariamo l'italiano"

“Portare la nostra solidarietà a Fara e alla sua bambina andandola a trovare in ospedale portando anche un piccolo pensiero”. E’ questo l’invito che la sezione di Ragusa del movimento Italia in comune rivolge ai ragusani per fare da contraltare all’episodio di cieco razzismo registratori all’ospedale Maria Paternò Arezzo, nel reparto di neonatologia, nei confronti dalla giovane donna eritrea che assisteva la propria neonata ricoverata nella struttura ragusana dopo lo sbarco a Pozzallo dei giorni precedenti.

La paura, irrazionale, perché di questo preferiamo parlare, anziché di meditato e ideologico razzismo, era nata nelle altre mamme per il timore che Fara fosse portatrice di malattie infettive. Cosa immediatamente smentita dal responsabile medico del porto di Pozzallo, dott. Lauretta, che aveva testimoniato come tutti i migranti sbarcati siano sottoposti a controlli infettivologi. E nel lanciare questo invito, Italia in comune di Ragusa (rappresentata dal presidente GianflavioBrafa, peraltro attivissimo nel mondo del volontariato, del sostegno inclusivo alle varie forme di disabilità, e da Giuseppe Dimartino e Claudio Conti) chiama in causa le responsabilità politiche, criticando “i ministri dell’odio che manipolano e strumentalizzando il disagio e la sofferenza che coinvolgono milioni di italiani, per rivolgere la rabbia nei confronti delle persone più deboli dei nostri tempi: i migranti.

Gli errori, o la volontà, nella gestione dell’immigrazione da parte delle istituzioni e della politica hanno portato le fasce più deboli della società italiana a vedere l’immigrato come un nemico e non come un essere umano da aiutare perché in difficoltà. E così a questa gente, a milioni di donne, uomini, bambini viene negato qualsiasi diritto. È un’umanità che fugge da fame, povertà, guerre, terrore. I migranti diventano ostaggi, nemici, gente pericolosa. Contro i quali si costruiscono norme, come il decreto sicurezza , che puntano a demolire il diritto d’asilo, a consegnare ai privati, al posto delle strutture SPRAR dei comuni, l’accoglienza puntando sui grandi centri che alimentano corruzione e razzismo, scaricando sui territori costi, disagio e tensione sociale. Riteniamo che da siciliani, popolo di emigranti nel mondo, sia necessario porre un argine anche da noi al drammatico dilagare di comportamenti “cattivi” che non avevamo ancora mai visto prima verso i più indifesi”.

E Italia in comune di Ragusa conclude ricordando “siamo stati , e ancora siamo, migranti e che c’è sempre qualcuno più a nord di noi”.Un altro bell’esempio di antirazzismo arriva intanto dalla Adra, Agenzia Avventista per lo Sviluppo e il Soccorso, che ha concluso il terzo corso di alfabetizzazione per stranieri con indirizzo lavorativo, con la consegna degli attestati nella propria sede di via Sacro Cuore 105 a Ragusa. Il corso è stato sostenuto dal comune di Ragusa e dalla Prefettura di Ragusa con la collaborazione di LA81 srl, Azienda che si occupa di sicurezza sui luoghi di lavoro.Il corso è stato sostenuto dal comune di Ragusa e dalla Prefettura di Ragusa con la collaborazione di LA81 srl, Azienda che si occupa di sicurezza sui luoghi di lavoro. Un percorso formativo rivolto a orientare l’alfabetizzazione per gli stranieri con lo scopo di inserirli nel mondo del lavoro, fornendo gli attestati necessari e obbligatori, ai sensi della normativa inerente alla sicurezza.

Le materie oggetto di studio hanno riguardato: 20 ore di alfabetizzazione italiana; 12 ore patentino carrellista; 12 ore HCCP; 4 ore corso antincendio e formazione di base lavoratori e 4 ore attività, alcune delle quali hanno interessato la conoscenza del territorio e della città. Al corso hanno partecipato cinque Associazioni indicate dal Comune di Ragusa e dalle Prefettura di Ragusa. Diciannove i partecipanti: dieci ragazzi e nove ragazze provenienti da paesi diversi: Somalia, Ghana, Bangladesh, Zambia, Nigeria, Senegal, Azerbaigian. Ed in proposito Giorgio Bella – Responsabile dei corsi e Carmela Cascone Responsabile Dipartimento Adra dichiarano “l’acquisizione della lingua è lo strumento fondamentale del processo di comunicazione e di integrazione, soprattutto nel caso di ragazze e ragazzi che si trovano a confrontarsi con una nuova realtà, per molti aspetti, diversa da quella d’origine e che intendono avviarsi verso una condizione lavorativa che gli permetterà di vivere, perfettamente integrati in una nuova comunità”. (da.di.)