Le analisi di Calabrese non condivide da Dem

Si apre lo scontro nel Pd ragusano

Dopo la riunione dei giorni scorsi

E’ uno scontro aperto quello che si va profilando nel Partito democratico cittadino, in vista della fase congressuale ma soprattutto per fare i conti con la segreteria Calabrese, orami invisa a molti. Pertanto la riunione dei giorni scorsi del partito ha dato la stura a malumori e a lagnanze facendo presagire la nascita di una nuova corrente all’interno del Pd, in rotta di collisione con la segreteria attuale.

Nella nota ufficiale diffusa subito dopo l’assemblea di giorno 12 novembre, a firma della direzione cittadina, si analizzano i risultati del voto amministrativo, si attribuiscono le responsabilità della débacle del partito alla nascita del governo giallo-verde, si considera un buon risultato il mantenimento del 15% locale, si individua una delle cause della crisi “nella nascita di movimenti localistici, gravitanti nell’area del centro sinistra ragusano, capaci di intercettare i voti di un elettorato dissenziente rispetto alle politiche nazionali del PD”, si dà comunque atto “al gruppo consiliare che sta svolgendo una difficile opposizione verso una amministrazione che, sinora, non rappresenta alcun valore aggiunto rispetto alla precedente e, peraltro, sta forzando le regole amministrative di trasparenza nel reclutamento di personale”.

Da parte sua il deputato regionale Nello Di Pasquale ha ricordato le attività poste in essere in relazione ai gravi problemi relativi all’apertura del Nuovo Ospedale di Ragusa, a sostegno dell’Aeroporto della Provincia e del territorio in genere, con un’attività capillare di intercettazione dei fondi e di attivazione di procedimenti in favore dell’intera Provincia di Ragusa. Ha sottolineato la necessità che ci si attivi tutti per riportare priorità e attenzione sul Teatro della Concordia, bene che è patrimonio culturale di tutti i ragusani. Infine “la Direzione, nel rispetto dei principi democratici di formazione delle scelte e degli indirizzi del partito, ha preso atto della esistenza di un gruppo di minoranza che svolge e svolgerà, all’interno del consesso, attività di critica e di opposizione costruttiva” “la maggioranza dei presenti ha stigmatizzato la pubblicizzazione di stralci di dibattiti politici interni e di atti, che, estrapolati dal contesto del dibattito, rischiano di assumere un aspetto falso e offensivo nei confronti del Partito e dei suoi organismi”.

La nota della Direzione Pd conclude “confermando a larghissima maggioranza il sostegno al Segretario Calabrese”. Non si è fatta attendere la replica di quella che presupponiamo sia ‘il gruppo di minoranza” che invia un comunicato a firma “Rinascita dem” elencando i nomi dei firmatari, ovvero Alessandro Anfuso, componente direttivo, Mario D’Asta, consigliere comunale e presidente provinciale del Pd, Angela Di Rosa, componente direttivo, Francesco Del Stabile, componente direttivo, Enrico La Rosa, Segretario Giovani Democratici, Giuseppe Lizzio, componente direttivo, Manuela Montemagno, componente direttivo, Agata Pisana, componente direttivo, Pietro Taddeo, componente direttivo, Valeria Tidona, componente direttivo, Elisa Romano, componente direttivo, Salvatore Tidona, componente assemblea, Massimo Battaglia, componente assemblea, Carmelo Boncoraglio, componente assemblea.

I quali mettono subito le mani avanti in quanto “ci aspettavamo un documento da concordare, così almeno eravamo rimasti, leggere, analizzare. Tutti insieme. Ma così non è stato. Quello venuto fuori è un documento mai concordato e mai votato. Tutto ciò ci lascia perplessi. Tra l'altro, alla presenza di molto meno della metà dei componenti del direttivo e con un diritto di voto che, stante un tesseramento 2017 da verificare, non si capisce da chi potesse essere esercitato. Si parla di maggioranza e minoranza: ma in base a quali criteri?”. Per cui affermano di trovarsi “dinanzi alla necessità di dovere smentire questo documento in alcuni suoi passaggi fondamentali”. Innanzitutto “al di là di una gestione non condivisibile prima, durante e dopo le elezioni amministrative, dare di fatto la responsabilità della sconfitta del Pd sempre e comunque agli altri, siano essi avversari interni o esterni, e quindi anche alla creazione di movimenti localistici gravitanti attorno all’area del centrosinistra, e pertanto senza mettere in discussione il gruppo dirigente dem stesso, non facendo autocritica, considerato che i nostri concittadini hanno scelto alcuni candidati piuttosto che altri, rende la discussione profondamente monca”.

Quindi si prosegue affermando “la questione, adesso, è comprendere le prospettive future del Pd di Ragusa. Noi abbiamo un insieme di idee da proporre al partito: intanto la proposta di un segretario cittadino inclusivo, unitario, che sappia guidare un nuovo Pd, che sappia prima costruire la nostra comunità e dopo andare oltre il nostro campo per aggregare, che faccia da tramite sinergica tra il partito e il gruppo consiliare. Diciamo no, inoltre, alla corsa del tesseramento e alla sfida dei numeri: la tessera non può essere intesa come degenerazione della partecipazione, ma come strumento di vera adesione. Pertanto diciamo no al partito delle tessere, no alla conquista del partito a maggioranza per poi perdere le elezioni”.

Dal gruppo firmatario di questo ‘controdocumento’ arrivano infine le proposte “il terreno su cui vogliamo giocare la partita è il terreno delle idee, delle migliori risorse intellettuali, umane, produttive e sociali per pensare alla Ragusa dell'oggi e, soprattutto, a quella del domani. Puntiamo, altresì, a far sì che possano emergere organismi rappresentativi delle diverse sensibilità e delle migliori energie. Il periodo culturale e politico è così delicato e pericoloso che serve ricostruire comunità democratiche grandi, inclusive e non giocare alla esclusione degli uni piuttosto che degli altri. La sfida è unire, aggregare, rilanciare, cambiare e rinnovare. Noi su questo terreno ci siamo e ci saremo”. (da.di.)