Raccolta rifiuti a Ragusa

Italia in Comune e la differenziata

"Situazione fuori controllo"

Se finora vari forze politiche o suoi esponenti hanno lanciato grida d’allarme sulla raccolta differenziata in città, focalizzando l’attenzione soprattutto sull’inciviltà di chi abbandona i sacchi di spazzatura in ogni dove, ora è il neonato movimento politico Italia in Comune ad affrontare la questione a 360 gradi.

Né poteva essere diversamente visto che ad affiancare il presidente ragusano del movimento Gianflavio Brafa ci sono altri due ex assessori degli albori della giunta grillina Piccitto, ovvero l’arch. Giuseppe Dimartino che aveva la delega ai centri storici e il dr. Claudio Conti, detentore della delega all’ambiente e ispiratore di gran parte dell’attuale capitolato per la raccolta differenziata. Nella nota di Italia in comune si entra subito nel vivo della questione affermando “la situazione fuori controllo nella gestione dei rifiuti per quanto riguarda gli abbandoni, sia nel centro città che in campagna è tutta da addebitare alla cattiva gestione dell’appalto di igiene urbana nei primi sei mesi dell’anno e a chi l’ha permesso.

E’ il regalo lasciato alla città dalla vecchia amministrazione che ha consentito, senza battere ciglio, quelle modifiche illegali apportate al capitolato d’appalto, che sono la causa dei disservizi attuali, con l’aggiunta di un maggior costo di 600.000 € a carico di tutti i cittadini per via dell’assunzione di 14 persone non necessarie al servizio tra le quali, guarda caso, il titolare dell’impresa a più di 70.000 € l’anno e suoi parenti. Si è permesso che fosse peggiorato il servizio con la modifica dei contenitori (più piccoli di quelli necessari e quindi non sufficienti) ma soprattutto si è fatto finta di non vedere che l’impresa non aveva distribuito i contenitori a domicilio a tutti i cittadini come previsto dal contratto, distribuzione che avrebbe portato al recupero dell’evasione”.

La conseguenza è stata che “chi non ha ritirato i contenitori nei punti di distribuzione e ha visto sparire i cassonetti non ha potuto far altro che abbandonare i rifiuti per strada. E fra questi sicuramente coloro che abitano in case affittate in nero nel centro storico”. Un altro punto dolente riguarda “la comunicazione per la quale erano stanziati oltre 400.000 € e che doveva servire a insegnare a fare la raccolta differenziata e risulta invece quasi del tutto inesistente”. Pertanto la sezione ragusana di Italia in comune chiama pesantemente in ballo “la vecchia amministrazione che non si è accorta di nulla, o ha fatto finta di non vedere che sotto i suoi occhi si stava consumando un imbroglio per i cittadini “ e rincarala dose affermando “ma d’altra parte cosa ci si poteva aspettare da sprovveduti che hanno dimostrato di non saper cosa significhi amministrare.

Con quale coraggio si accusano tutti i cittadini di inciviltà quando nessuno ha spiegato loro come fare raccolta differenziata ?”. Italia in comune non nasconde che “lo zoccolo duro di cittadini che si comporta da incivile va colpito duramente, ma prima tutti vanno correttamente informati che il sistema di raccolta è cambiato, ma questo finora non è successo. Rimaniamo basiti di fronte alla proposta di trasformare i cittadini in vigilantes dei rifiuti, come ha fatto il capogruppo cinque stelle in consiglio comunale, dopo i disastri provocati dal loro sindaco.

E’ curioso che i cittadini che già pagano profumatamente un servizio debbano impiegare il loro tempo a sorvegliare le loro aree di residenza per risolvere un problema per la cui soluzione è pagata un’impresa. Prima viene il rispetto dei contratti e l’erogazione integrale del servizio che i cittadini pagano di tasca propria molto profumatamente e, solo dopo, se qualcuno è disposto e permane il problema si può anche fare del volontariato. O i diritti dei cittadini sono scomparsi dal vocabolario?”. Infine la nota di Italia in Comune chiude con un appello all’attuale amministrazione, affermando “confidiamo nelle capacità del sindaco Cassì di rimettere ordine negli appalti pubblici e lo invitiamo a pretendere il rispetto dei contratti stipulati dall’Amministrazione Comunale.

Dato le sue competenze professionali siamo sicuri che si sarà già accorto che c’è molto che non funziona nella gestione dei rifiuti urbani e che agirà di conseguenza”. (da.di.)