Rischio sismico e idrogeologico

Patrimonio edilizio della provincia iblea a rischio

Studio della CNA

“La qualità del patrimonio edilizio della provincia iblea” è stata analizzata nella seconda pubblicazione mensile del Centro studi della Cna di Ragusa. Uno studio interessante anche alla luce di quanto purtroppo accaduto recentemente a causa del maltempo in Sicilia.

La provincia di Ragusa oltre ad essere classificata dall’Ingv come zona sismica di tipo 2, cioè area dove possono verificarsi terremoti di forte intensità, con riferimento, alla pericolosità franosa e al numero di edifici a rischio frane (dato fornito dall’Ispra), l’area iblea presenta un numero significativo di edifici in pericolo, uno dei più alti dell’isola. Il territorio si contraddistingue inoltre per un alto consumo di suolo. Il territorio presenta delle criticità strutturali, il patrimonio edilizio ha bisogno di un’attenta riqualificazione, ma per avviarla serve un cambio netto di direzione, a partire dal comparto costruzioni.

 “Osservando i dati dell’albo artigiani provinciale – sottolinea Giorgio Stracquadanio, responsabile del Centro studi – nel dicembre del 2017 erano attive 2.121 imprese artigiane delle costruzioni, 50 in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente e 450 in meno rispetto a otto anni prima. In meno di un decennio la crisi ha divorato centinaia di imprese artigiane e di conseguenza centinaia di posti di lavoro. Ipotizzando in media due dipendenti per impresa, negli ultimi otto anni, oltre gli artigiani cessati, si sono persi un migliaio di posti di lavoro. A questo è seguito il blocco dei cantieri e il conseguente crollo delle vendite degli immobili.

“I comuni iblei - sottolinea ancora Stracquadanio - hanno approvato Piani regolatori che hanno mortificato fino a renderli vani i Piani d’azione per d’energia sostenibile (Paes) e di conseguenza non si capisce come possano adottare i Piani di protezione civile. Ma la responsabilità non può essere addossata solo alle pubbliche amministrazioni. Servono imprese edili formate e qualificate nella ristrutturazione, nella messa in sicurezza, nel miglioramento energetico del suo patrimonio edilizio e nella sistemazione idraulico-forestale dello stesso. Formarsi però non basta. Serve anche una forte determinazione a fare sistema. La strada della collaborazione tra imprese artigiane non è affatto facile. Nei dodici comuni della provincia di Ragusa nel 2017 sono state realizzate 2.236 transazioni immobiliari.

Nello stesso periodo la superficie media degli immobili venduti è stata di 104 mq, mentre il prezzo medio degli immobili, fornito da una nota agenzia immobiliare, è stato di circa 1.200 euro al mq. Il prodotto di questa relazione dice che in provincia di Ragusa il volume medio di transazione degli immobili residenziali per l’anno 2017 è stato pari a poco meno di 280 milioni di euro. Una cifra considerevole che però solo marginalmente finisce alle imprese artigiane.