Salute

Disagio psichico: Associazione di Scicli analizza i problemi del settore

Intervento di "Ci siamo anche noi"

“Ci siamo anche noi”, è una associazione di volontariato formata da familiari di persone che soffrono di un disagio psichico. Alcuni soci dell'associazione, a settembre hanno partecipato a un convegno a Catania dal quale è emerso che dal 1980 fino al 2000 la Sicilia, era in linea con i parametri nazionali per numero di operatori che di ambulatori.

Purtroppo dal 2000 in poi la tendenza ha cominciato a cambiare progressivamente, e ciò principalmente a causa di due fenomeni distinti. La prima di queste cause consiste nella notevole riduzione degli operatori dei D.S.M. (Dipartimenti di Salute Mentale), e ciò non solo per la riduzione della pianta organica, ma anche per il mancato reintegro di quelli andati in pensione. Questa (doppia) riduzione ha comportato tra l’altro che:gli operatori dei Dipartimenti di Salute Mentale si sono medicalizzati sempre di più; per carenza di figure professionali, non si riescono a realizzare programmi per la riabilitazione; i pochissimi centri diurni non rispettano i parametri di apertura; le strutture semi residenziali come i Day Hospital sono stati chiusi.

La seconda causa del peggioramento è dovuta al verificarsi di una crescita a dismisura di strutture privatistiche come le CT. Queste, infatti, prima del 2000 erano presenti solo a Catania, Trapani e una sola a Siracusa, e ciò comportava che nel conteggio complessivo della spesa sanitaria la somma ad esse dedicata era solo residuale.
E’ successo però che il proliferare di queste strutture privatistiche h24 su h24, per legge previste solo per i casi più gravi e solo per periodi di tempo limitati, ora stanno assorbendo quasi il 50% della spesa Sanitaria, a scapito delle altre strutture, e soprattutto dei servizi sul territorio.

Ogni struttura ha venti posti letto; è stato calcolato il costo per la collettività di ogni persona disabile pari a circa 6000 euro al mese, che moltiplicato per i venti disabili e per i dodici mesi, porta ad una spesa complessiva annua di 1.440.000 euro per ognuna di queste strutture. Sembra ovvio che qualunque privato abbia le capacità e l’opportunità di aprire una Comunità Terapeutica Assistita privatistica ha tutto l’interesse da una parte di avere occupati tutti i venti posti letto accogliendo anche pazienti non gravi, e dall’altra di trattenerli il più a lungo possibile in modo da realizzare alla fine dell’anno un sostanziale utile d’esercizio; il tutto, però, in violazione del più che giusto e logico precetto normativo che limitai ricoveri in questione ai soli casi più gravi ed al tempo strettamente necessario.

Tutto questo dunque a discapito di tanti gli altri servizi utili al benessere psicofisico dei pazienti;servizi che nelle varie forme possibili e adattabili specificamente ai singoli casi concreti, non possono essere attuati proprio per il venir meno di questo considerevole ammontare di fondi. Se non si interviene in qualche modo, nel futuro si avranno tanti piccoli manicomi. L'associazione invita i politici e le autorità che si occupano del settore a risolvere il problema della salute mentale in Sicilia, perché non si può speculare sulla salute dei più deboli.