Cronaca giudiziaria

Panascia resta in carcere a Ragusa: ecco perchè

Il presunto uxoricida resta in carcere a Ragusa

Il Tribunale del riesame di Catania che sabato scorso ha rigettato la richiesta di scarcerazione di Giuseppe Panascia, il 74enne ragusano accusato dell’omicidio della ex moglie Maria Zarba, ha depositato la motivazione della sentenza. Alla base della decisione dei giudici del riesame, l’eccezionale gravità del reato.

Panascia intanto da parte sua, anche questa mattina al suo avvocato difensore Valentino Coria che è andato a trovarlo, ha continuato a dire che non è stato lui ad uccidere l’ex moglie e che era andato a trovarla ma quando è andato via l’ha lasciata ancora viva ed in procinto di recarsi a messa. Panascia è consapevole dell’esistenza di numerosi indizi che lo incastrano, ma la sua versione continua a rimanere sempre la stessa. L‘avvocato difensore di Panascia dal canto suo dice di non condividere la decisione del tribunale del riesame in quanto ritiene che non sussistano reali esigenze cautelari, in quanto non sussiste pericolo di fuga di un uomo 74enne rimasto completamente solo ed isolato dal resto della famiglia e non sussite il pericolo di reiterazione del reato.

Nel frattempo l’anziano resta in carcere a Ragusa mentre le indagini degli inquirenti continuano e si attendono gli esiti delle indagini scientifiche fatte sul luogo dell’omicidio e nelle abitazioni dell’ex coppia. L’arma del delitto non è stata ancora individuata e la salma della donna massacrata alla testa con un oggetto contundente è ancora a disposizione dell’autorità giudiziaria perché potrebbero essere utili altri esami.