Antica Ibla contesta i dati dell'osservatorio regionale turistico

Ragusa sulle presenze turistiche: è polemica

La replica di Confcommercio

I dati dell’aumento delle presenze turistiche diffuse dall’ osservatorio regionale turistico e rilanciati da Confcommercio Ragusa e Federalberghi vengono contestati dal Centro commerciale naturale Antica Ibla provocando la replica delle due organizzazioni imprenditoriali.

Secondi Antica Ibla, infatti, che parla di “sterili numeri utili solo a compiacere l’ego di qualcuno”, si ha “una percezione lontana da quelle percentuali positive e bisognerebbe analizzarle nel migliore dei modi così da individuare le criticità di un territorio che, a nostro avviso, continua a faticare nel tentativo di affermarsi come méta turistica d’eccellenza”. Il direttivo del Ccn prosegue affermando “siamo contenti naturalmente che i dati riferiscano di un incremento delle presenze turistiche nel nostro territorio” e tuttavia obietta, facendo riferimento alla propria associazione e ai suoi circa ottanta associati, che “non incrementano di pari passi i fatturati delle azienda che operano nel settore turistico”.

Detto questo, da Antica Ibla aggiungono “i dati diffusi sono parziali e non riguardano l’intero anno; ci sono alcune strutture che, a quanto risulta, non comunicano i propri dati all’osservatorio regionale; i numeri non possono essere comunicati senza un’analisi dettagliata che riguardi non solo le presenze e i pernottamenti, ma anche la capacità di spesa del turista ‘tipo’ che arriva nel nostro territorio”. Infine il Ccn Antica Ibla esprime i propri dubbi sul fatto che “la promozione del territorio attuata fino a questo momento sia stata svolta in modo scoordinato da qualsiasi tentativo di raggiungere una coralità di intenti”.

Per questi motivi affermano “non possiamo condividere il tentativo di usare dei freddi numeri per mettere a tacere le lamentele volte a fare di più e meglio, numeri che hanno davvero poco significato se comparati poi al gettito economico che il turismo riesce a portare nel territorio” e lanciano un invito “ad analizzare bene i segnali che provengono dalla base del settore e mettere in campo specifiche azioni comuni per ridurre al minimo la causa dei problemi o migliorare alcuni aspetti”. Immediata la replica di Confcommercio e di Federalberghi, rappresentati rispettivamente da Gianluca Manenti, e da RosarioDibennardo, che rispondono “caldi o freddi, i numeri sono numeri.

E da questi non si può prescindere, pur facendo tutte le analisi che vogliamo. E tra l’altro questi numeri non li abbiamo diffusi noi ma un organismo terzo come l’Osservatorio regionale”. Poi Manenti e Dibennardoaggiungono “non comprendiamo sinceramente quali sono le perplessità del Ccn Antica Ibla. Che ci siano problemi, nessuno ha mai voluto negarlo. Abbiamo semplicemente messo in rilievo che, a differenza di quanto era stato sostenuto durante la scorsa stagione estiva, quando con molta sufficienza era stato affermato che il numero dei turisti risultava in calo, in realtà i numeri dicono altro e cioè che le presenze e gli arrivi risultano essere complessivamente in crescita”.

In merito poi al fatto che “tra le righe dell’intervento del Ccn si legge, invero, una certa sfiducia nella nostra azione, bollando addirittura come non condivisibile un atteggiamento che penalizzerebbe non si sa bene chi” Confcommercio e Federalberghi ribadiscono “abbiamo sempre cercato di creare occasioni di incontro e di condivisione. E, anzi, cogliamo questa occasione per ribadire anche agli amici del Ccn di entrare a fare parte di questi processi decisionali che non riguardano certo le nostre associazioni di categoria ma tutto il sistema produttivo del territorio. Noi abbiamo fiducia sul fatto che i ponti debbono servire a unire mentre è necessario abbattere i muri che dividono.

Le analisi? Facciamole assieme se questo può servire a costruire qualcosa di meglio per il futuro. Ma da qui a ritenere che i dati siano parziali, quando abbiamo chiarito che facevano riferimento alla stagione conclusasi, quindi i primi nove mesi dell’anno, raffrontando il 2017 e il 2018, ce ne corre. Appena avremo altre rilevazioni faremo senz’altro il punto della situazione. Ma per il momento facciamo quadrato. Le criticità hanno ragione di essere evidenziate se servono a costruire qualcosa. Altrimenti rischiano di rimanere solo un vuoto esercizio retorico fine a se stesso”. (da.di.)