Dichiarazioni di Grazia Di Giacomo

La Lega di Salvini a Ragusa soddisfatta del tesseramento

L'ex 5 Stelle Iannucci spiega la propria scelta

Soddisfazione per gli esiti del tesseramento che “è stato superiore alle reali aspettative ed è stato portato a compimento con grande interesse da parte del territorio ibleo”. Così i due referenti ragusani della Lega Salvini, Graziana Di Giacomo e Massimo Iannucci, responsabile tesseramento città di Ragusa, Comiso, Acate, Chiaramonte Gulfi, Giarratana e Monterosso, commentano la campagna tesseramento, esprimono “grande aspettativa sulle politiche della Lega perché è indispensabile che ogni territorio partecipi alla riorganizzazione del Paese” e chiariscono “quali i passi già compiuti e gli altri, invece, che saranno effettuati in breve volgere di tempo”.

In proposito Graziana Di Giacomo afferma “credo che, prendendo a riferimento il modello Lega, la Sicilia possa ottenere solo vantaggi visto che l’autonomia, per esempio, non ha mai funzionato. Il senatore Stefano Candiani, commissario straordinario del partito in Sicilia, lo ha ribadito in un suo scritto. Questo percorso dovrà essere rafforzato ed in questo senso la Lega, attraverso i suoi modelli di formazione, potrà portare un processo di selezione in Sicilia per fornire le capacità di amministrare il territorio. Penso che una politica che dia voce ai territori ed alla gente sia un valore aggiunto che la Lega ha sempre perseguito, forte delle proprie specificità, valore aggiunto che sta dando ragione a chi crede in questo progetto. Tutto ciò è rafforzato dalla grande capacita politica del leader Matteo Salvini che, in coerenza con il contratto di governo, sta attuando tutto quando era stato detto in campagna elettorale, dalla flattax allo stop alla Fornero oltre al decreto sicurezza ed immigrazione.

In coerenza con me stessa continuerò ad impegnarmi sul mio territorio, dando voce a chi non l’ha mai avuta e, laddove sarà possibile, sarò la portavoce dei cittadini che mi richiederanno di agire in questo senso”. Da parte sua Massimo Iannucci, vicesindaco nella giunta Piccitto a 5 stelle, coglie l’occasione per spiegare la propria scelta di campo “negli ultimi anni ho guardato al territorio in veste di amministratore, essendomi speso per dare risposta alle istanze dei cittadini lavorando per la città, tutta la città, non facendo alcuna distinzione di sorta tra gruppi, associazioni di categoria e fazioni politiche, come è giusto che qualsiasi amministrazione locale faccia, in quanto ritengo che le divisioni non portino a nulla.

Avevo riposto parecchie speranze nel Movimento Cinque Stelle, di cui facevo parte, ma in Sicilia, a differenza di quanto avviene a Roma tra M5s e Lega che stanno portando avanti un contratto di governo per il bene dell’Italia nella sua totalità, determinate persone decidono per tutti, non tenendo conto appunto del territorio ponendo le proprie visioni e ambizioni politiche, molto miopi, davanti a tutto. Tutto ciò non rispetta il mio modo di vedere o pensare le cose, che diversamente è quello con cui proprio Salvini ha coniato il motto secondo cui a vincere è la squadra. Ho seguito con attenzionel’evoluzione politica della Lega negli ultimi sei mesi, sin da quando Salvini nel dicembre 2017 tolse la parola Nord dal simbolo, segno inequivocabile e tangibile di una importante fase di cambiamento, sottolineando che tra queste due parti del Paese non deve più esserci alcun tipo di concorrenza ma anzi mutualità e compenetrazione degli obiettivi.

Ho apprezzato molto le parole del senatore Candiani, il quale ha ricordato attraverso una sua recente intervista che sul nascere innegabilmente la Lega ha rivendicato le proprie azioni contro altri territori, immaginando anche nel Sud la controparte, ma l’evoluzione politica della Lega, l’esperienza maturata ha dimostrato che quella era una visione sbagliata ed incompleta. Quindi da questo si capisce benissimo che la Lega è maturata a tal punto da capire che per rendere centrali le istanze dei cittadini si deve essere sotto una unica bandiera. E che, quindi, questo processo deve essere compiuto insieme agli altri territori e non contro gli stessi. Per tutta questa serie di ragioni, ritengo che ci siano le premesse, così come dimostrato in occasione del tesseramento, per fare un buon lavoro anche nella nostra città e nel territorio ibleo più in generale”. (da.di.)