Nuova formazione politica

Ragusa, nasce il movimento politico Italia in comune

A presiederlo è Gianflavio Brafa

“Ambiente solidarietà Europa. La politica ideale: libera inclusiva moderna attiva”. Queste le credenziali con cui si presenta pubblicamente, a Ragusa, il movimento “Italia in comune” presieduto localmente da Gianflavio Brafa, ex assessore ai servizi sociali agli albori della Giunta Piccitto a 5 stelle e poi entrato in rotta di collisione con il movimento, molto attivo nel mondo delle volontariato solidale e figura di spicco della rete di associazioni onlus Petali del cuore.

“Italia in comune” a livello nazionale vede come coordinatore Alessio Pascucci sindaco di Cerveteri, che ci tiene a definire ‘partito’ Italia in comune, e a suo fianco anche il sindaco di Parma Pizzarotti, e raccoglie, come dichiarato dallo stesso Pascucci in un’intervista a Riccardo Dionisi di Baraonda news “tantissimi cittadini e amministratori locali che sono senza casa e vedono anche nel nostro modo di fare politica dal basso una strada nuova. La stampa semplificando ci dipinge spesso come il "partito dei sindaci". Ma non è così: oggi sono soprattutto i cittadini, quelli che si danno davvero da fare nei territori, che vengono dall'associazionismo, dal volontariato, o semplicemente dall'attivismo politico, che stanno facendo la tessera del nostro partito.

Siamo molto soddisfatti”. Per tornare alla realtà locale, Gianflavio Brafa precisa immediatamente “a chi dirà, e siamo sicuri che lo dirà, che noi saremmo gli esuli e gli espulsi non possiamo che rispondere che noi siamo rimasti gli stessi, gli altri hanno deviato. A Ragusa Italiabinbcomune nasce per rappresentare gli esclusi e i cittadini che hanno ancora voglia di indignarsi. Indignarsi di fronte ad una amministrazione M5S che ha dilapidato le ingenti risorse delle royalty perdendo una occasione di sviluppo della città che non tornerà più e che ha parlato di rivoluzione senza conoscerne il significato.

Indignarsi di fronte a certa opposizione che ha flirtato con l’amministrazione invece di ostacolarne le scelte sbagliate e che, come sempre, ha difeso gli interessi dei soliti noti a scapito della maggioranza dei cittadini, soprattutto i più deboli”. Dunque “la “sfida che stiamo iniziando ad affrontare anche a Ragusa è impegnativa, ne siamo consapevoli. Ma è l’unica possibilità per tentare di mettere un argine alla situazione di instabilità e di smarrimento che vive buona parte della nostra comunità, soprattutto i giovani. Per questo ci vuole una politica diversa, partecipata e inclusiva che abbia alla base dei valori, primo fra tutti la difesa dei diritti dei cittadini.

Oggi, a Ragusa, in uno scenario in cui i partiti tradizionali e quelli di nuova concezione non sono più in grado di rappresentare le istanze delle comunità c’è bisogno di qualcuno che vive i problemi dei cittadini e che si dà da fare per risolverli nella vita di tutto i giorni”.Poi GianflavioBrafa aggiunge “Nella nostra visione, c’è invece un ideale di politica che pone al centro la comunità per darle risposte concrete: guardiamo al cittadino con i suoi bisogni e non all’elettore. Guardiamo a tutti gli uomini e donne di senno che sceglierebbero la propria libertà e la propria indipendenza ai dettami del padrone.

Crediamo in una politica laica, impegnata per tutelare la libertà di tutti di autodeterminarsi con le proprie scelte nel rispetto dell’altro. Una politica in cui un realismo sano vince sulle ideologie per salvaguardare gli interessi della comunità, coniugando gli ideali alla concretezza. Ci riconosciamo come rappresentanti di una politica come servizio civile per valorizzare libertà e attivismo, solidarietà e spirito di progresso. Crediamo nel valore della sostenibilità, volta a tutelare l’ambiente e le persone che lo vivono secondo uno sviluppo a misura d’uomo; nella partecipazione, come processo affinché la comunità cammini ritmata da diritti e doveri; nell’accoglienza e nell’inclusione, che difende e promuove le minoranze e le diversità per farne valore aggiunto; nel rilancio dell’integrazione, per un modello federalista europeo e municipale in cui ogni cittadino è sovrano a tutti i livelli istituzionali.

Insomma la politica deve tornare ad essere il luogo dove il realizzabile viene pianificato, e non la terra delle promesse; solo così potremo riavvicinare i cittadini alla cosa pubblica”. (da.di.)