Artigianato ed abusivismo

Acconciatori ed estetisti: Cna Sicilia propone un disegno di legge

La proposta illustrata alla Cna di Ragusa

Per contrastare il fenomeno, piuttosto diffuso, degli acconciatori ed estetisti che lavorano senza partita iva, Cna Sicilia ha deciso di presentare una proposta di disegno di legge da sottoporre all’Assemblea regionale siciliana.

Il documento è stato illustrato a Ragusa, in occasione della “Giornata del Benessere”. Fermo restando l’obbligo di mettersi in regola con il fisco il testo prevede la possibilità di poter esercitare la professione presso l’abitazione del cliente, ma solo in caso di sua malattia o altro impedimento fisico, nonché a casa propria purché i locali utilizzati dispongano dei requisiti previsti dalla normativa in materia di urbanistica, edilizia, sanità e sicurezza e siano dotati di ingressi e servizi igienici autonomi. Inoltre il professionista è tenuto ad esporre le tariffe applicate ai diversi trattamenti.

In caso di violazione rischia una sanzione pecuniaria di 250 euro, sanzione che sale a 5mila euro per chi esercita senza il possesso dell’abilitazione professionale richiesta. Al Comune spetta il compito della vigilanza, di diffidare chi lavora in nero ad adeguarsi alla normativa, di disporre eventualmente la sospensione dell’attività o la chiusura attraverso l’apposizione dei sigilli, nel caso in cui il professionista continui ad ignorare i provvedimenti. Il progetto è stato sostenuto dal presidente della III commissione legislativa Ars Attività produttive, Orazio Ragusa, e dalla parlamentare regionale del Movimento 5 Stelle, Stefania Campo.