Quarto congresso provinciale

Cgil lavoratori della conoscenza: Adriano Rizza rieletto segretario

Affincato da trentaquattro componenti dell'assemblea

Anche la FLC (Federazione lavoratori della conoscenza) della Cgil ragusana a congresso, il quarto, per eleggere l’assemblea generale di trentaquattro componenti che a sua volta ha eletto come segretario, riconfermandolo, Adriano Rizza.

Un’assise, della più comunemente nota come Cgil –Scuola, molto partecipata e ricca di spunti e tematiche sindacali della categoria, in cui il leitmotiv è stato ancora la critica alla legge della cosiddetta “buona scuola” che ha avuto effetti scellerati perché ha determinato scompensi. Infatti se da un lato si è fronteggiato il precariato dall’altro finiti i vincoli triennali la possibilità di rientrare nelle sedi di provenienza si è assottigliata poiché i posti continuano a diminuire e quindi esiste il problema legato soprattutto alla diminuzione della platea scolastica (nei prossimi dieci anni la perdita secca di un milione di alunni) e di conseguenza 50 mila cattedre in meno.

Lo scorso anno in Sicilia c’erano 12487 alunni in meno rispetto all’anno precedente. E non a casa, nella sua relazione introduttiva, Adriano Rizza ha tracciato un quadro pessimistico: ormai è sicuro che da gennaio prossimo il personale ATA e il personale docente con quindici anni di servizio subirà una decurtazione degli stipendi variabile da 4-5 euro mensili sino a 27-30. Note meno drammatiche per attivare il potenziamento nella scuola dell’infanzia e il tempo pieno al sud. La storia della scuola negli ultimi sette anni è la storia dei tagli nell’istruzione pubblica: otto miliardi e tredici milioni di euro che hanno ridotto di ben 87.400 le cattedre degli insegnanti e di 44.500 i posti del personale ATA. Il rieletto Rizza ha voluto però anche ricostruire un quadro analitico delle battaglie sindacali sin qui sostenute (sciopero generale della scuola del 5 maggio 2015, raccolta delle firme per la Carta dei diritti universali del Lavoro con i referendum abrogativi e quella della campagna “Scuorum”, le vertenze sulla mobilità, sulla cosiddetta “Chiamata Diretta”, sull’organico dei docenti ATA, per il rinnovo del contratto nazionale di lavoro) evidenziando la costruzione di un nuovo quadro dirigente a Ragusa, un misto di dirigenti fatto di esperienza ed entusiasmo giovanile avendo a riferimento i valori della serietà, della professionalità e della competenza determinando così numeri importanti di crescita in Sicilia a cominciare dal risultato RSU di quest’anno con il raggiungimento del 30,84 per cento dei voti e primi in provincia.

Per quanto riguarda il personale ATA, è stata Gabriella Pitino ad affrontare il tema di questi lavoratori (personale amministrativo, tecnico e ausiliario degli istituti e scuole di istruzione primaria e secondaria, delle istituzioni educative e degli istituti e scuole speciali statali), che svolge funzioni amministrative, contabili, gestionali, strumentali, operative e di sorveglianza collegate all'attività delle istituzioni scolastiche. Questo tipo di personale soffre una drastica riduzione dell’organico nelle scuole; una sperequazione con il personale docente in termini di piano straordinario di assunzioni che comporta un aggravio dei carichi di lavoro. Lotte sindacali hanno nei fatti migliorato la situazione come la deroga al divieto di sostituzione del personale ATA assente; il rinnovo contrattuale ha reso possibile l’agibilità di nuovi strumenti negoziali utili a rafforzare i diritti. Rimane aperta la questione della scelta dei criteri per la determinazione delle dotazioni annuali di organico che sono del tutto inadeguate alla pianificazione dei servizi scolastici.Sugli organici si è soffermata Graziella Perticone che ha parlato di organici e problematiche territoriali.Nella provincia di Ragusa le istituzioni complessive sono cinquantaquattro e in cinque di questi sono attivi corsi serali.

E’ presente un CPIA (Centri Provinciali per l'Istruzione degli Adulti) che dispone di sette sedi in provincia. L’organico di diritto dei docenti è pari a 4.159 unità ai quali vanno sommati i 541 posti di sostegno. Le criticità riguardano la diminuzione dei posti relativi alle scuole dell’infanzia e della scuola primaria (da 8.118 iscritti nell’anno scolastico 2014/2015 a 7.208 dell’anno in corso) registrando una perdita in organico di 59 posti: 789 nel 2015/2016 contro i 740 dell’anno in corso.Nella scuola primaria si è registrata una diminuzione di iscritti pari a 387 unità nel triennio 2015/2018. Lo smantellamento del tempo pieno e la sostituzione del modulo hanno creato i tagli in organico che non sarà possibile ripristinare. L’introduzione di un tempo scuola pari a ventisette ore nella nostra provincia non permettono ai bambini un tempo adeguato da dedicare alle attività didattiche. Da parte sua il segretario generale della CGIL di Ragusa Peppe Scifo ha affrontato il tema della formazione che al sud si caratterizza come povertà educativa all’infanzia che avrebbe bisogno di essere superata non solo con adeguate risorse con specifici interventi frutto di una contrattazione sociale che dia ampio spazio ad un welfare capace di determinare condizioni per lo sviluppo formativo, per l’agibilità di spazi alla didattica destinata all’infanzia secondo percorsi utili a preparare il bambino a maggiori e più impegnativi percorsi formativi.

E su questo che vanno rivolti gli sforzi. Sui ritardi e sull’inefficienza delle politiche regionali rivolte alla pubblica istruzione si è soffermata GraziamariaPistorino, segretaria generale della FLC CGIL Sicilia, che individua nella stasi di idee e di azione della politica del governo regionale una prospettiva molto poco incoraggiante per pochezza di risorse e di contenuti. Infine sulle politiche nazionali e sui futuri scenari della scuola italiana che saranno i temi del congresso nazionale della categoria si è soffermata Anna Maria Santoro, segretaria nazionale della FLC CGIL che ha annunciato una serie di iniziative su alcuni temi centrali nella rivendicazione della categoria che dovranno essere oggetto di confronto ampio e largo con il governo nazionale. (da.di.) 

 
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