La Procura ha disposto l'autopsia

Ragusa, 4 medici indagati per la morte di Ilona Maciazek

Deceduta a 35 anni giovedì scorso

Il Pubblico Ministero della Procura di Ragusa, dott.ssa Giulia Bisello, ha iscritto nel registro degli indagati quattro sanitari per il reato di omicidio colposo per la morte di Ilona Maciazek, la donna di origine polacca, ma residente a Ragusa, di appena 35 anni, deceduta giovedì scorso nella sua abitazione dopo che era stata dimessa solo 24 ore prima dal pronto soccorso dell’ospedale cittadino.

Il Sostituto Procuratore ha altresì disposto l’esame autoptico sulla salma della giovane mamma, che lascia il compagno e due figli, individuando come propri consulenti tecnici il dott. Giorgio Spadaro, medico legale, e il dott. Gaetano Scifo, medico internista direttore della struttura complessa dell’ospedale Umberto I di Siracusa: l’incarico sarà affidato giovedì 18 ottobre alle 13.30 negli uffici della Procura ragusana e l’autopsia avrà inizio alle 15.30 presso l’ospedale di Ragusa. Il convivente della vittima, venerdì, ha deciso di presentare una querela presso la stazione dei carabinieri di Ragusa e per fare chiarezza sui fatti e ottenere verità e giustizia, attraverso il consulente personale Salvatore Agosta, si è affidato a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini.

L’uomo ha riferito ai militari come la compagna, che soffriva di principi di cirrosi epatica e di crisi epilettiche, mercoledì 10 ottobre avesse accusato un improvviso e forte dolore al basso addome, al punto da doversi recare all’alba al pronto soccorso dell’ospedale civile di Ragusa. Qui i sanitari le hanno diagnosticato “epatopatia cronica con cirrosi in fase ascitica” e nello stesso pomeriggio del 10 ottobre, dopo una consulenza specialistica infettivologica e neurologica, l’hanno dimessa prescrivendole una terapia farmacologica, con un antiepilettico, un farmaco per il fegato e altre medicine. Terapia che la paziente ha scrupolosamente seguito, ma nel pomeriggio di giovedì 11 ottobre la 35enne ha accusato un ulteriore malore al basso addome e al fianco, si è accasciata priva di sensi e non respirava più.

Inutili le disperate manovre per farla rinvenire e il massaggio cardiaco praticatole dal compagno, guidato a distanza dall’operatore del 118: all’arrivo dell’ambulanza i medici non hanno potuto che constatarne il decesso. Il convivente della vittima non riesce a capacitarsi di come la tragedia si sia potuta consumare a poche ore di distanza dalle dimissioni dal pronto soccorso, si domanda se i medici si siano effettivamente resi conto della gravità delle condizioni della compagna, dato anche il suo quadro clinico delicato, e infine si chiede perché non ne abbiano disposto il ricovero, come la vittima e il compagno stesso avevano a più riprese domandato.

Sulla scorta della denuncia, la Procura ha quindi aperto un procedimento penale e, come atto dovuto, anche per consentire loro di nominare eventuali consulenti, ha iscritto nel registro degli indagati i medici che l’hanno avuta in cura: G. S., 65 anni e D. R., 53 anni, medici della Struttura complessa di medicina e chirurgia di accettazione ed urgenza, F. G., 63 anni, medico della struttura complessa di malattie infettive, e E.A.C., 50 anni, neurologo. L’esito dell’autopsia sarà ovviamente determinante per chiarire le cause del decesso ed eventuali responsabilità da parte dei sanitari.