Franco Cascone riconfermato segretario

Edili Cgil: rinnovati vertici provinciali

I 19 componenti di categoria

Rinnovati i vertici del sindacato edili (FILLEA) Cgil della Provincia di Ragusa, con l’elezione della nuova assemblea generale, dei 19 componenti del direttivo di categoria e con la riconferma del segretario Franco Cascone.

Presenti alla fase congressuale provinciale, in vista del congresso nazionale, il segretario generale Cgil di Ragusa, Peppe Scifo, Franco Tarantino, segretario generale della Fillea CGIL Sicilia, Antonio Di Franco, segretario nazionale della Fillea CGIL. Al neoeletto Franco Cascone è toccato l’ingrato compito di tracciare un quadro drammatico di crisi del settore edilizio nella nostra provincia: nel 2008 c’erano 1840 imprese dichiarate in cassa edile con 7558 lavoratori con un monte salario di 56.081.135 euro con 6.693.246 ore lavorate. Negli ultimi quattro anni le imprese si sono ridotte a 874 con 3.102 lavoratori con 2.332.740 ore lavorate che corrispondono ad un monte salario pari a 23.642.342 con un abbassamento quasi del 60 per cento.

Gli investimenti pubblici in Sicilia hanno subito dal 2007 un calo del 90 per cento. L’isola è la terra delle opere incompiute. Si contano 162 cantieri bloccati su 752 in Italia. Tra questi proprio quelli che ricadono in territorio ibleo, ovvero i lotti 6-7-8 dell’autostrada Rosolini – Modica i cui lavori sono fermi da un anno a motivo di pastoie burocratiche mettendo a rischio l’occupazione. Questo stato di cose ha influito sul calo repentino della produzione di cemento in provincia (con i due stabilimenti ex Insicem – di Ragusa e Modica) determinando cassa integrazione e sensibile riduzione dell’organico.

Dopo aver ricordato che dalla Sicilia si fugge in quanto nel 2017 sono 17mila i siciliani e altri 3.800 nei primi tre mesi di quest’anno che hanno lasciato le proprie città per cercare lavoro; molti di questi sono giovani laureati, l’assemblea congressuale ha riservato ampio spazio anche ai temi della sicurezza sui luoghi di lavoro e della guerra al lavoro nero e irregolare. Proprio su quest’ultimo argomento il segretario generale della Cgil Ragusa, Peppe Scifo, ha ricordato che “i controlli da parte dell’Ispettorato provinciale del Lavoro nelle aziende sono sostanzialmente assenti perché non si è posti nelle condizioni di poter assolvere al proprio compito per mancanza di personale e di mezzi. Minori controlli vogliono dire minore occupazione vera determinando il dato statistico del reddito più basso d’Italia in provincia di Ragusa rilevato dai Consulenti del Lavoro. Meno controllo vuol dire anche più incidenti sui luoghi di lavori”.

Da parte sua il segretario regionale Fillea, Franco Tarantino, ha sostenuto che “il lavoro al Sud è sottoposto a forti penalizzazioni rispetto al Nord del Paese in quanto si continua a stanziare più risorsein opere pubbliche in quell’area del Paese. Il tratto autostradale Rosolini - Modica è ad alto rischio: se entro il marzo 2019 non si realizza il tratto funzionale è necessario che la Regione Sicilia copra i 50 milioni di euro, che non ha dove trovarli per inciso, per supplire al mancato finanziamento europeo. La CGIL deve porre al centro del dibattito sindacale la questione del Mezzogiorno. Sul tema delle cementerie che hanno perso la loro funzione storica è necessario riconvertirle, e ciò è possibile, in altre attività produttive”.

Infine, per il segretario nazionale Antonio Di Franco, le opere incompiute in Italia non si completeranno più perché da un lato mancano le risorse e dall’altra non c’è alcuna volontà politica di farle. Al resto ci pensano le grandi imprese nazionali che portano i loro registri in tribunale chiedendo i concordati. Se questo è il quadro, le cementerie hanno i futuro segnato. Nel prossimo anno ci sarà da bonificare tante aree dove sono insediate e questo, sembra un contrappasso, genera nuovo lavoro e nuovo impiego. (da.di.)