La richiesta di Federalberghi e Confcommercio

Tassa di soggiorno a Ragusa: incontro prima del Bilancio di Previsione

Per discutere sulla ripartizione

Appare molto in ritardo, tanto da suscitare perplessità, la richiesta avanzata da Federalberghi, Confcommercio provinciale e sezione Ascom ragusana, rappresentate da Rosario Dibennardo, da Gianluca Manenti e da Danilo Tomasi, di discutere sulla ripartizione della tassa di soggiorno prima del bilancio di previsione 2018.

Perplessità che scaturisce dalla tempistica, in quanto la trattazione del punto, l’unico, relativo al previsionale è fissato per la seduta del consiglio comunale di oggi. che inizia alle 10 mentre la nota ufficiale delle organizzazioni imprenditoriali è stata diffusa nel primissimo pomeriggio di ieri, martedì 25, mentre ancora alcune obiezioni relative appunto alla ripartizione dell’imposta di soggiorno, fanno riferimento alla seduta della commissione consiliare risorse tenutasi nella mattinata di lunedì 24. Ma tant’è. Vediamo comunque quanto dichiara Federalberghi, insieme a Confcommercio provinciale e ad Ascom cittadina che “esprime il proprio dissenso rispetto ai contenuti del piano di utilizzo della tassa di soggiorno per come è stata predisposta dall’amministrazione comunale a palazzo dell’Aquila.

Non comprendiamo neppure come mai l’assessore comunale al Bilancio, Raimonda Salamone, avrebbe dichiarato in commissione che, sulla questione, non c’era bisogno di prendere atto delle ragioni dell’osservatorio permanente sulla tassa di soggiorno trattandosi di un parere consultivo. Potremmo a nostra volta ribadire che, proprio perché si tratta di un organismo consultivo, lo stesso andrebbe consultato prima di qualsivoglia decisione in merito. Ad ogni modo, abbiamo già chiesto per le vie brevi di essere ascoltati dall’amministrazione comunale, naturalmente prima che il bilancio di previsione sia approvato, per verificare quali sono i margini attraverso cui potere modificare un piano di utilizzo della tassa che non ci soddisfa affatto.

Ricordiamo che le associazioni di categoria sono rappresentative delle imprese che hanno un contatto diretto con i turisti e con i visitatori e si trovano spesso a dover giustificare, in termini di servizi pubblici resi, il pagamento della tassa di scopo in questione”. (da.di.)