Viabilita'

Infrastrutture di Ragusa: incontro su vulnerabilita' sismica

Seduta Commissione Assetto Territorio

Sotto la lente d’ingrandimento lo stato di manutenzione di alcune infrastrutture di Ragusa, giovedi’ pomeriggio, durante la seduta della Commissione Assetto del Territorio, convocata dal presidente Salvatore Cilia e alla quale era presente anche l’assessore ai Lavori Pubblici Giovanni Giuffrida.

All’ordine del giorno, il “Resoconto sulla vulnerabilità sismica, sul ponte Papa Giovanni XXIII e sul viadotto che da Via Ottaviano si immette in via Risorgimento”. Ragusa, con i suoi due peculiari centri storici, presenterebbe alcune criticità in caso di emergenze, con la città divisa in più parti dalle vallate, sormontate da ponti o viadotti, fondamentali per i collegamenti viari. Mentre sono in corso le verifiche sulla loro salute strutturale, tuttavia, sarebbe necessario, è stato evidenziato, studiare una via alternativa, soprattutto per Ibla: una soluzione potrebbe essere quella sistemare la strada comunale Sant’Antonino-Stazione di Ibla, cioè il prolungamento della Circonvallazione di via Ottaviano, e renderla idonea al transito di mezzi pesanti in modo in modo da creare una nuova via di fuga dal quartiere barocco.

Questa soluzione sarà portata all’attenzione dell’Amministrazione. Il vice presidente della Commissione Carmelo Anzaldo, ha suggerito ai dirigenti presenti all’incontro “di prendere in esame la possibilità di dotare l’ente di nuovi strumenti tecnologici in grado di effettuare controlli preliminari, che possono essere utili per ottenere intanto delle prime importanti informazioni a costi notevolmente inferiori. Il consigliere comunale del M5S Sergio Firrincieli presente all’incontro ha chiesto il motivo per cui nei piani di intervento non sia stata predisposta l’installazione di rilevatori di movimento specifici almeno per il ponte San Vito.

L'architetto Dimartino ha precisato che questi dispositivi, cosiddetti "rilevatori dinamici", sono stati già predisposti per tutta una serie di strutture strategiche (circa 20), tra cui anche il ponte in questione, in vista di scosse di terremoto superiori al grado 3-4 della Scala Richter, frutto della convenzione tra la precedente amministrazione e l’istituto di geofisica e vulcanologia. Alcuni interventi potrebbero essere finanziati dalla Regione attraverso il Pai, il Piano dell’assetto idrogeologico, e però anche in questo caso le lungaggini burocratiche rischiano di condizionare i tempi degli stanziamenti dei fondi.