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Ragusa: ecco cosa significa fare judo

Alla scuola Basaki

Come sarà la prossima stagione? Quali gli stimoli arrivati dalle precedenti? E, soprattutto, di quali spunti si farà tesoro in vista di un’altra annata di gare che si annuncia ricca e stimolante? Sono questi gli interrogativi a cui intende rispondere lo staff della scuola Basaki di Ragusa.

“Sono numerose le novità in programma – sottolinea il maestro Salvo Baglieri – perché cerchiamo di affinare sempre di più i nostri insegnamenti e, soprattutto, cerchiamo di fare percepire in misura maggiore qual è la nostra mission nel portare avanti le lezioni. Per noi fare judo significa fare scuola di vita. E questo i nostri allievi lo hanno ben chiaro in mente. Proseguiremo lungo questa stessa strada anche per il prossimo futuro in considerazione del fatto che grazie alla stessa non sono arrivati soltanto risultati sportivi di certo molto interessanti ma abbiamo soprattutto contribuito a fare crescere tanti ragazzi, facendole diventare persone rispettate e che sanno stare nella società.

Ecco, forse questo è uno dei più grandi traguardi che ci prefiggiamo di aver raggiunto”. E, accanto a ciò, non sono certo da meno i risultati ottenuti dalla squadra agonistica nelle varie competizioni a cui la Basaki ha preso parte nel corso della scorsa annata sportiva. “La circostanza che merita più attenzione – aggiunge Baglieri – è che, nel corso di questi ultimi anni, abbiamo migliorato costantemente i risultati, avvicinandoci sempre di più al podio e raggiungendo poi, come accaduto nelle performance della scorsa stagione, posizioni al top.

Tutto ciò a dimostrazione di come l’attenzione nella preparazione sia diventata costante da parte di tutto il nostro staff che vuole essere molto vicino alla crescita del gruppo che partecipa alle competizioni. Per non parlare poi della supervisione garantita dalla campionessa olimpionica Ylenia Scapin che, periodicamente, così come già accaduto in passato, terrà degli stage nella nostra scuola. Il modo migliore per fare avvicinare i ragazzi alle sensazioni del judo che conta”. Ma è maturo il tempo affinché qualche atleta della scuola Basaki possa affermarsi in un certo modo, magari rientrando nel giro della nazionale? “Ci stiamo lavorando – sottolinea Baglieri – non sono percorsi facili e semplici.

E’ tutto in salita. E per di più noi siamo svantaggiati dall’isolamento geografico. Ma cerchiamo di sopperire questo gap lavorando il più possibile duramente. E’ una sfida in cui crediamo da quando abbiamo indossato il judogi, circostanza che ci riempie di responsabilità perché siamo convinti che questa non sia solo una disciplina sportiva ma un modo di affrontare la vita credendo in determinate consapevolezze. Le stesse che cerchiamo di trasmettere ai nostri ragazzi e a tutti coloro che affrontano assieme a noi questa strada meravigliosa della conoscenza per far sì che il judo possa essere un modus vivendi per tutti. Noi, lo ribadisco, ci crediamo e andiamo avanti in questa direzione”.