Mare

Ispica, pericolo di annegamento vicino ai bracci frangiflutti

La nota di Legambiente Sikelion

I pennelli posizionati a difesa del litorale non solo non rispettano il Piano Paesaggistico e non sono state oggetto di una valutazione di impatto ambientale a norma di legge, ma purtroppo rappresentano anche un grave pericolo per la vita delle persone che affollano le spiagge nel periodo estivo.

E' quanto scrive in una nota l'Associazione Sikelion di Ispica. "I pericoli frequenti di annegamento - scrive l'associazione Legambiente - dovuti dalla presenza di pennelli e barriere sulle spiagge ispicesi si sono drammaticamente incrementati nelle ultime settimane, quelle a più alto affollamento di bagnanti. Diversi sono stati gli episodi nei quali si è sfiorato l'annegamento, molti dei quali sono stati riportati in diversi articoli giornalistici e post su facebook. Famiglie con bambini ma spesso anche adulti che cercano refrigerio accanto agli ammassi di roccia e pietrisco di cui è disseminato ormai il litorale sono stati vittime di incidenti drammatici, che non hanno avuto conseguenze peggiori solo perché la fortuna ha voluto che fossero salvati da improvvisati bagnini (come il caso del poliziotto rosolinese accorso in soccorso di un padre e una figlia pochi giorni fa).

Quasi sempre l’ostacolo per tornare a riva è una corrente di ritorno causata dalla presenza di queste strutture rigide. A titolo di esempio, si cita la seguente dinamica: un pennello, intercettando la corrente di deriva, la proietta verso il largo ed il nuotatore, perdendo le forze nel tentativo di recuperare la battigia, rischia seriamente di affogare. Rispetto alla protezione delle spiagge dall’erosione, queste strutture rigide che dovevano salvaguardarle, hanno prodotto invece grossi pericoli per i bagnanti. In Italia, negli ultimi anni, in prossimità di queste barriere frangiflutti si sono registrate un numero di morti per annegamento ben superiore alla media e malgrado studi scientifici lo dimostrino in maniera incontrovertibile (in particolare si cita il Rapporto Istisan dell’Istituto Superiore di Sanità), i nostri Amministratori sembra facciano orecchie da mercante su un tema che ha tutti i connotati di una tragedia annunciata.

Nella consapevolezza che gran parte di questa tipologia di incidenti possono essere evitati, la nostra Associazione chiede a gran voce di rafforzare le misure in atto, per esempio estendendo la sorveglianza anche alle spiagge libere e incrementare l’organizzazione territoriale del soccorso. Inoltre, occorre promuovere una campagna informativa ed è necessario che nei punti di accesso alle spiagge vengano fornite informazioni esaurienti con un’apposita cartellonistica circa la presenza di eventuali pericoli intrinseci delle spiagge (correnti di ritorno, formazione di buche, etc).

Nel frattempo invitiamo i bagnanti - conclude la nota di Legambiente - a porre la massima attenzione e di evitare se possibile di fare il bagno nelle zone interessate, sperando che i futuri milionari progetti a protezione della costa vengano pensati, progettati e realizzati basandosi su studi scientifici, concertazione e competenze.