Polizia di Stato

Ragusa, coppia arrestata con un chilo di cocaina in auto

Nascosta nel cruscotto

La Squadra Mobile e la Squadra Volanti di Ragusa ha arrestato BilbieBogdan Andrei, nato in Romania il 27.08.1993 e Troian Oana Elena, nata in Romania il 22.03.1996, entrambi residenti a Vittoria, per aver trasportato oltre 1 kg di cocaina.

Il Questore di Ragusa Salvatore La Rosa ha disposto nuovi controlli sulle principali arterie stradali della provincia iblea, stante l’esodo da per Ragusa di numerosi vacanzieri. Sabato mattina, considerata la conduzione del veicolo guidato da Bilbie alquanto anomala rispetto al manto stradale, i poliziotti della Squadra Volanti decidevano di procedere al controllo di un’utilitaria sulla ss 514 in territorio di Ragusa. I due occupanti apparivano subito infastiditi dalla verifica dei documenti del veicolo per altro non corrispondenti alla loro identità.

I poliziotti separavano per il controllo gli occupanti e questi riferivano circostanze diverse rispetto al luogo di provenienza. Entrambi dicevano di essere stati a Catania, lui riferiva ad uno degli agenti di essere andato a pesca e lei riferiva all’altro di aver fatto shopping nonostante avesse un trolley come se fosse stata qualche giorno fuori. I poliziotti quindi si confrontavano tra loro e continuavano a fare domande per verificarne l’attendibilità. Dalle dichiarazioni rese emergeva senza ombra di dubbio che i due volessero sviare gli agenti. Considerato l’atteggiamento dei due interveniva una pattuglia della Squadra Mobile per ispezionare il veicolo.

Dopo un’attenta perquisizione l’esito della ricerca era negativo, nessun oggetto illecito era detenuto dai due. La donna era particolarmente infastidita pertanto si decideva di accompagnarla in Questura per procedere al controllo, non avendo peraltro una poliziotta in pattuglia. Una volta negli uffici della Squadra Mobile la donna scoppiava in un pianto isterico che faceva presumere occultasse qualcosa sulla sua persona. Anche questo controllo effettuato da una poliziotta dava esito negativo, era tutto regolare. Gli investigatori non demordevano seguendo il loro fiuto, decidendo di fare un altro controllo sul veicolo alla presenza del conducente.

Dopo diversi minuti e dopo aver smontato quasi tutta la macchina, uno degli agenti della Squadra Mobile si avvedeva che azionando alcuni tasti della radio e parti del cruscotto, si sbloccava un intero pezzo. Un vero e proprio marchingegno elettronico ideato per occultare qualcosa all’interno del cruscotto, senza destare sospetti su chi avesse effettuato un controllo. Lo strumento di sblocco, pari all’ingegno di 007, permetteva di accedere ad un nascondiglio semplicemente azionando una combinazione di comandi. Non appena il poliziotto trovava la combinazione giusta per sbloccare il cruscotto, lo stesso rumeno ammetteva di aver trasportato della droga senza però riferire dove e da chi avesse preso lo stupefacente ed ovviamente neanche a chi fosse diretto.

Nonostante i tentativi da parte degli investigatori della Squadra Mobile di ottenere qualche informazione, il rumeno si chiudeva in un totale mutismo senza riferire nulla di utile per le indagini. La Polizia Scientifica intervenuta sul posto ha prelevato la droga per effettuare delle analisi qualitative stabilendo che la stupefacente fosse del tipo cocaina purissima. Una volta tagliata, il kg di droga sarebbe diventato anche 10 volte più consistente fruttando centinaia di migliaia di euro ai trafficanti. I due arrestati sono stati condotti presso il carcere di Ragusa (lui) e Catania (lei) a disposizione della Procura della Repubblica iblea.

“La Polizia di Stato ha conseguito un altro importantissimo risultato in termini di contrasto al traffico di sostanze stupefacenti. Dopo i maxi sequestri degli ultimi mesi di serre di cannabis, di marijuana ed hahsish, questa volta la Squadra Mobile ha operato uno dei più grossi sequestri di cocaina mai registrati in territorio di Ragusa. “L’attività di contrasto al traffico di stupefacenti in territorio di Ragusa continuerà a favore dei giovani assuntori non consci dei danni all’organismo che provoca la droga”.