Modica, Medica: sono stato eletto per lavorare e non far opposizione

Il commento dopo le dimissioni dalle commissioni consiliari

"Sono stato eletto al Consiglio Comunale per lavorare nel rispetto della legge e nell’interesse della città e dei miei concittadini e non certo per fare opposizione a prescindere o peggio ancora per fare ostruzionismo a tutti i costi e fine a se stesso".

Così Marcello Medica consigliere comunale del M5S a Modica commenta le dimissioni dei consiglieri comunali di Modica, Castello, Spadaro, Agosta, Poidomani e Carpentieri, da membri delle rispettive commissioni consiliari. Medica dice di essersi accertato del fatto che il metodo di votazione adottato, uguale a quello di cinque anni fa tra l’altro, fosse rispondente alle norme e a tal riguardo il segretario comunale, chiamato in causa, ha rassicurato tutti i consiglieri presenti sulla sua validità; tra l’altro non si comprende come lo stesso metodo adottato cinque anni fa era legittimo, in quanto sostenuto da un accordo politico tra maggioranza e minoranza, mentre oggi, senza tale accordo politico, non sarebbe più legittimo.

Riguardo alla ripartizione dei 30 posti nelle 5 commissioni, ritiene che sia stata perfettamente rispettata, con l’assegnazione di 21 posti alla maggioranza e 9 alla minoranza, mentre il M5S, tirato in ballo in quanto beneficiario di due posti, ritengo che abbia tutto il diritto ad essere rappresentato in due commissioni, anche sulla base dei voti di lista riportati inferiori di appena un punto percentuale a quelli del Pd e per il quale, secondo un determinato calcolo, si pretendevano addirittura tre posti di cui uno a scapito proprio del M5S. Un calcolo di ripartizione che non ha avuto alcuna ufficialità nemmeno da parte del segretario comunale durante la seduta consiliare in questione.

Si ricorda, infatti, che a fare da guida nella ripartizione vi è soltanto il criterio proporzionale nella composizione, come stabilito dal legislatore nell’art. 38 T.u.e.l., criterio rispettato laddove è assicurata la presenza in ogni commissione di ciascun gruppo presente in consiglio. Alla luce di tutto questo Medica non ha pensato minimamente alle dimissioni, così come fatto dai cinque colleghi di minoranza.