Economia

Futuro aeroporto Comiso: sindacati chiedono incontro con il Prefetto

La parlamentare Campo critica le proposte del Governo

Cresce l’attenzione (e la tensione) sul futuro dell’aeroporto di Comiso. Mentre la chiusura dell’avviso pubblico emanato dalla società Soaco per la gestione dello scalo ha registrato la presentazione di tre offerte, di cui una, a quanto pare, da parte della Sac che gestisce Fontanarossa a Catania, il Governo Regionale ha da parte sua proposto di affidare a due società gli aeroporti isolani, ovvero Catania e Comiso per la Sicilia orientale, Palermo e Trapani Birgi con Lampedusa e Pantelleria per quella occidentale.

Su tale ingarbugliato stato di cose si è levata alta la voce delle organizzazioni settoriali dei trasporti di Filt Cgil, Cisl – Fit, – Uil Trasporti, Ugl e delle loro confederazioni provinciali, reduci peraltro da un incontro tenuto nei giorni scorsi proprio presso la sala riunioni del “Pio La Torre” con i vertici Soaco e con il suo amministratore delegato Giorgio Cappello. Il quadro che ne è emerso è tale che le organizzazioni sindacali hanno chiesto al Prefetto di Ragusa di convocare una riunione urgente con tutti i soggetti interessati, cioè Presidente della Camera di Commercio Sud Est, Presidente della Soaco, Sindaci della provincia di Ragusa, deputati regionali e nazionali iblei, Presidente della Regione ed Assessore Regionale ai Trasporti.

Nel corso dell’incontro comisano si è potuto constatare che: l’aeroporto di Comiso è la struttura più importante del territorio quale volano di sviluppo per il turismo; che i flussi operativi sarebbero di gran lunga maggiori se lo scalo venisse utilizzato da più vettori; che le programmazioni politiche della Regione Siciliana, che prevedono un’unica società di gestione per i 4 aeroporti siciliani, appaiono ben lontani dal realizzarsi. Riguardo poi alla situazione societaria, è emerso che le negatività dei bilanci Soaco, da 3 anni in rosso, lasciano intravedere per l’immediato futuro seri rischi di mantenimento dello scalo con conseguenti gravi ripercussioni sui livelli occupazionali; che la messa in liquidazione del socio Intersac ( che detiene il 65% delle azioni ) non permette l’azione deliberata dai soci Soaco per il risanamento economico della stessa; che l’Intersac, che dipende dal SAC di Catania, in una recente riunione convocata in Prefettura a Ragusa, in fede dei liquidatori, ha manifestato l’apparente volontà di far mantenere l’operatività dello scalo di Comiso.

Infine, le federazioni sindacali dei trasporti e le confederazioni provinciali individuano nella SAC e nella Camera di Commercio sud est, rispetto alle strategie prospettate dalla Soaco, gli unici soggetti credibili che potrebbero con il loro apporto e la loro volontà consentire la possibilità di trovare una positiva soluzione al rilancio dell’aeroporto, e di questo vorrebbero si discutesse nell’incontro che si è chiesto al Prefetto di convocare. Sul fronte politico regionale intanto anche la parlamentare Stefania Campo del M5s è voluta intervenire sulla intricata vicenda aeroportuale affermando nettamente “Musumeci vuol risolvere realmente la questione aeroporti siciliani?

Anziché fare annunci sulle due società di gestione, vada subito a Roma a sottoscrivere l’accordo proposto dal sottosegretario ai trasporti M5S Dell’Orco che ha messo sul piatto 32 milioni di euro, anziché rimbalzare ad un mese l’invito del governo Conte con mail dell’assessore Falcone”. La Campo critica anche “la ‘flebile risposta’ del governo regionale all'impegno del governo nazionale in tema di continuità territoriale” e aggiunge “la proposta di governo regionale e maggioranza è una pagliacciata. Dividere la Sicilia in due società di gestione, una orientale su Catania, cui farebbe capo anche Comiso e una occidentale su Palermo che dovrebbe coinvolgere Trapani Birgi, Lampedusa e Pantelleria, altro non fa se non fotografare una situazione esistente. Una situazione che peraltro ha creato i problemi che ben conosciamo, dato che Catania e Palermo con la loro forza economica, hanno di fatto depauperato i due aeroporti limitrofi minori, che al momento, stanno vivendo solo della contribuzione della Regione e degli altri Enti locali.

Non ci stupirebbe inoltre, se fosse stata proprio la società catanese ad aver partecipato alla manifestazione di interesse per l’aeroporto di Comiso, potendo così accaparrarsi la gestione di quello scalo dopo aver contribuito ad abbassarne il valore. Musumeci e la sua variopinta maggioranza, non stanno facendo fare alla Sicilia alcun passo avanti in tema di trasporti”. Infine Stefania Campo conclude “la nostra proposta di accorpare entro un unico ente gestore, unito all'attivazione della continuità territoriale porrebbe finalmente la parola fine a una politica del trasporto aereo monopolistica, che facendosi concorrenza a vicenda, non guarda alle reali esigenze del territorio e ancora al caro biglietti che costringe i siciliani a spendere anche 500 euro A/R per un volo nazionale se acquistato con scarso anticipo”. (da.di.)