Anziani

Violenza in case di riposo, dopo il caso Vittoria si registra un nuovo intervento

Interviene il S.P.P.

Il Sindacato nazionale di Polizia Penitenziaria di Roma interviene sulla vicenda dei maltrattamenti nella casa di riposo di Vittoria. " Il malfattore titolare del centro anziani merita lo stesso trattamento che ha riservato, senza alcuno scrupolo, alle sue vittime: altro che comodamente agli arresti domiciliari, va rinchiuso a chiave in cella e abbandonato a sé stesso".

Così Aldo Di Giacomo, segretario generale del SPP (Sindacato di Polizia Penitenziaria) per il quale il provvedimento che gli ha evitato il carcere è semplicemente scandaloso. Per Di Giacomo nel nostro Paese la violenza contro le persone anziane è sottostimata e poco nota, a fronte, invece, della tendenziale crescita della popolazione di età avanzata, dovuta all’allungamento della vita media: in Italia oltre il 56,8% dei cittadini ha più di 65 anni, pari a ben 13,3 milioni. Di essi, almeno il 42,1 % è la fetta che denuncia nel 2015 di essere a rischio di subire un atto di criminalità. Dati preoccupanti se si pensa che riguardano regioni con alcune delle maggiori concentrazioni di persone con più di 65 anni. Siamo di fronte a reati infami. Le vittime, proprio come nel caso di Vittoria, sono troppo spesso persone non del tutto autosufficienti o completamente dipendenti da altre.

Oltre ai maltrattamenti in Case di Riposo e Centri per anziani e disabili la violenza a domicilio è una delle pratiche più diffuse a danno delle persone più deboli. È il momento che dopo i tanti annunci – conclude il segretario del S.PP. – il Ministro Salvini e il Governo Conte passino dalle parole ai fatti dando un primo e significativo segnale che reati contro anziani e persone deboli, bambini e donne non saranno più tollerati.